A giugno 2026 è uscito il report dal titolo “Il valore generato dal personale del Servizio sanitario nazionale”, un’indagine promossa dal Centro di ricerca Re-Act tra circa 5.000 dipendenti del Servizio sanitario nazionale nell’ambito del Forum per l’integrità in Sanità.
Il report, si legge in una nota diffusa oggi da Transparency International Italia, propone i risultati della rilevazione 2025-2026, promossa nell’ambito della 6ª edizione del Forum, come esito di un percorso pluriennale coordinato da Re-Act con il coinvolgimento delle Direzioni strategiche e degli Rpct degli enti sanitari aderenti al Forum e altri.
Grazie alla continuità delle attività e alla crescente partecipazione degli enti sanitari, il report costituisce la più ampia indagine nazionale sui temi dell’integrità e del valore pubblico in sanità, offrendo dati comparabili nel tempo e strumenti utili alla riflessione, all’apprendimento collettivo e al miglioramento continuo degli enti sanitari.
La rilevazione 2025-2026 si basa su circa 5.000 risposte raccolte tra i dipendenti degli enti aderenti al Forum, pari a circa il 20% dei dipendenti degli enti coinvolti. Nel complesso, il Forum dispone di un patrimonio di circa 20.000 risposte, che rende la base informativa solida e comparabile nel tempo.
L’indagine – svolta in forma anonima e aggregata – consente di osservare l’evoluzione della percezione dei dipendenti pubblici sui rischi di corruzione e sull’efficacia degli strumenti organizzativi per la generazione di valore pubblico.
Pur considerando i limiti metodologici e i possibili bias, la rilevazione si conferma uno strumento utile per orientare le strategie di prevenzione della corruzione, rafforzare la programmazione e promuovere azioni di miglioramento negli enti del Servizio sanitario.
Il Forum per l’integrità in Sanità è un’iniziativa di Transparency International Italia e Re-Act nata nel 2020 per promuovere in maniera attiva l’integrità, la responsabilità, l’etica e la trasparenza del Ssn.
Dal report emerge che “quasi 6 dipendenti su 10 si sentono vittime della corruzione in quanto cittadini (59%). Il valore medio su una scala da 1 a 10 è pari a 7,2. Chi si colloca nelle fasce più basse della scala, sentendosi poco o per nulla danneggiato, rappresenta quasi il 20% dei rispondenti”. La percezione di vittimizzazione tra i dipendenti sanitari è più elevata
rispetto a quella dei cittadini italiani. “I dipendenti del Ssn percepiscono la corruzione come molto e abbastanza diffusa a livello nazionale: circa il 90% la ritiene un fenomeno rilevante nel Paese”. Ma “il quadro cambia guardando all’interno del proprio ente: solo il 23% percepisce il fenomeno come diffuso. La corruzione è vista soprattutto come un problema esterno, ma quasi 1 dipendente su 4 ritiene di operare in un contesto a rischio”. Le attività ritenute più a rischio sono “quelle legate alla discrezionalità amministrativa e alla gestione delle risorse: appalti, carriere, incarichi”.