Tensione in Colombia, dopo le elezioni, dopo che il presidente uscente, Gustavo Petro, ha interrotto il processo di transizione dei poteri con il suo successore, Abelardo de la Espriella, esprimendo ulteriori contestazioni sullo scrutinio elettorale, pur precisando, in seguito, che rispetterà il calendario costituzionale per il passaggio dei poteri il prossimo 7 agosto. Di fronte al clima di polarizzazione, la Chiesa colombiana ha chiesto di privilegiare la serenità, il rispetto per le Istituzioni e l’impegno con la democrazia.
Per il delegato della Conferenza episcopale della Colombia (Cec) per i rapporti con il Governo, mons. Héctor Henao, la giornata elettorale “si è svolta in pace, con molta partecipazione dei cittadini, con un grande esercizio di capacità di incontro dei colombiani attorno a diverse proposte”. Di fronte alle contestazioni successive alla giornata elettorale, mons. Henao ha ribadito che le istituzioni democratiche sono quelle chiamate a risolvere i reclami che possano presentarsi: “C’è sempre in democrazia la possibilità di dissentire e di presentare reclami di fronte a un processo come questo. I meccanismi istituzionali che esistono nel Paese saranno gli incaricati di dare un parere finale”, ha assicurato. Allo stesso tempo, ha sottolineato: “Come Chiesa, continueremo a insistere sul fatto che bisogna affrontare il processo con tutta la calma, con uno spirito democratico e con un grande impegno verso il Paese”. E ha aggiunto che qualsiasi dubbio deve essere risolto “attraverso i meccanismi esistenti”, affinché, nel frattempo, “la popolazione mantenga la sua capacità di continuare a costruire il Paese”.