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Nato: dichiarazione finale. Riaffermata la difesa collettiva. Altri 50 miliardi per industria bellica

(Photo NATO)

“Noi, Capi di Stato e di Governo dell’Alleanza Atlantica, ci siamo riuniti ad Ankara per riaffermare il nostro incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell’articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico. Un attacco a uno è un attacco a tutti”. Inizia così la “Dichiarazione di Ankara” che chiude il breve vertice Nato tenutosi ieri e oggi nella capitale turca. Solo pochi paragrafi, con affermazioni piuttosto scontate. I risvolti politici e militari del vertice sono invece affidati alle numerose affermazioni dei leader presenti, affidate alle rispettive conferenze stampa. “La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa”, prosegue il testo. “Per contrastare la minaccia a lungo termine che la Russia rappresenta per la sicurezza e la stabilità euro-atlantica e la persistente minaccia del terrorismo, gli Alleati stanno rispettando l’impegno di difesa assunto all’Aia. Nel 2025, gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato i loro investimenti per la difesa di oltre 139 miliardi di dollari. I nostri investimenti ci stanno fornendo le capacità di cui abbiamo bisogno, rafforzando al contempo la nostra base industriale e la nostra resilienza”. I leader confermano “nuovi appalti per oltre 50 miliardi di dollari e ci impegniamo ad ampliare la capacità produttiva collettiva” di armi.

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