Disabilità: Lega del filo d’oro, conclusa IX Conferenza nazionale persone sordocieche. Ministro Locatelli, “garantire ricerca, interventi precoci, riabilitazione e cure”

(Foto Lega del filo d'oro)

“La Conferenza nazionale delle persone sordocieche è l’incontro di tante persone che hanno saputo sfidare i limiti della nostra società, dimostrando con la loro azione che ogni persona ha un valore e un talento sui quali è possibile, e si deve, investire”. Lo ha detto ieri a Tivoli il ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli, nel suo intervento a conclusione della IX Conferenza nazionale delle persone sordocieche promossa dalla Fondazione Lega del filo d’oro onlus, dal titolo “Avanti con coraggio, oltre ogni umana fragilità”. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di incontro e di confronto, che oggi è anche un segnale di ripartenza, nonché di ritorno alla vita nella relazione con l’altro dopo lo stop imposto dalla pandemia che, con le misure di distanziamento, ha fatto vivere una condizione di doppio isolamento alle persone con sordocecità, le quali comunicano prevalentemente con il tatto.
“Ricerca, interventi precoci, riabilitazione e cure sono aspetti fondamentali che devono essere garantiti ad ogni persona e, grazie soprattutto alla Lega del filo d’oro, in questi anni l’approccio scientifico e culturale ha compiuto dei salti di qualità evidenti – ha proseguito il ministro -. Oggi le nuove sfide implicano una capacità sempre maggiore di disporre e di utilizzare le nuove tecnologie al servizio della persona per la vita quotidiana, il lavoro, il tempo ricreativo, ed è necessario un ulteriore salto di qualità nella visione culturale”. Fondamentale, ha concluso, che “al fianco del Comitato, della Fondazione, delle persone e delle loro famiglie ci siano le Istituzioni e che, ad ogni livello istituzionale, lo sguardo si concentri sulla possibilità di investire su ogni persona e sulle sue capacità, superando i limiti dettati dall’ambiente e, qualche volta, anche dalla mente di chi guarda”.
“Non vogliamo privilegi e rifiutiamo il compatimento – ha spiegato Francesco Mercurio, presidente Comitato persone sordocieche -; chiediamo soltanto di essere protagonisti delle nostre vite perseguendo la massima autonomia possibile e partecipando attivamente, come tutti, alla vita del Paese attraverso il pieno riconoscimento dei nostri diritti”.

 

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