Diocesi: mons. Parisi (Lamezia Terme), “testimoniare che il Signore ci ama”

Un forte monito ad essere testimoni della gioia della Resurrezione e a guardare al modello delle prime comunità cristiane, a quelle “case piccole ma piene” che “venivano messe a disposizione di coloro che si convertivano alla fede nel Signore Gesù, nel segno della comunione e della condivisione”. Così il vescovo di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi, che ha presieduto la celebrazione eucaristica nel santuario San Giovanni Paolo II guidato dal rettore don Antonio Fiozzo, in località Cardolo, nella seconda domenica di Pasqua, festa della Divina Misericordia.
Soffermandosi sulla descrizione delle prime comunità cristiane negli Atti degli Apostoli, il vescovo di Lamezia ha sottolineato come “la Chiesa sia nata così, in una dimensione familiare, quotidiana, con queste case che venivano messe a disposizione per accogliere i credenti, che non avevano altri luoghi d’incontro. Qui si ascoltava la fede annunciata dagli Apostoli, si spezzava il pane, si mettevano in comunione i beni. La comunione e la condivisione come espressione di quell’unanimità per cui i credenti erano tutti “un cuor solo e un’anima sola”. “Questo è il frutto della Pasqua, questo è ciò che noi credenti siamo chiamati a testimoniare agli altri. A testimoniarlo con la parola e con la vita. Ogni qualvolta nella celebrazione eucaristica viene proclamata la Parola del Signore, non è il ricordo di fatti passati, ma l’attualizzazione nel presente, nell’oggi della storia, del progetto di salvezza e di misericordia del Padre che si concretizza per noi, giorno per giorno”.

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