Scarp de’ tenis: copertina e dossier dedicati a don Milani. Lampertico, “profeta e testimone di pace”

“Un ampio approfondimento a più voci su quanto ci ha lasciato il priore di Barbiana”: è quanto annuncia la redazione di Scarp de’ tenis, rivista di strada promossa dalla Caritas, presentando il nuovo numero con un focus su don Lorenzo Milani in vista del centenario della nascita (27 maggio 1923). La pubblicazione (in vendita online su www.social-shop.it e su www.scarpdetenis.it e da sabato in strada e davanti alle parrocchie) offre contributi dello scrittore Eraldo Affinati, del missionario Kizito Sesana, di Roberto Rambaldi (ex vicedirettore Caritas Italiana e storico obiettore di coscienza) e le parole della nipote Valeria Milani Comparetti e dei responsabile della Fondazione a lui dedicata. Inoltre le interviste al sindaco di Verona Damiano Tommasi e al maestro di strada Rossi Doria, le testimonianze di obiettori di coscienza e tante altre storie e curiosità. Come quella che arriva da Hong Kong dove due missionari del Pime hanno tradotto i libri di don Milani in mandarino.
“La foto di copertina, in bianco e nero, è sbiadita dal tempo. Ciò che invece non è sbiadita dagli anni che sono passati, è la memoria di quel sacerdote che per tanti, donne e uomini, è ancora oggi un maestro di vita, un profeta, un testimone di pace”, scrive nell’editoriale il direttore Stefano Lampertico. “Cento anni fa, nel 1923, nel mese di maggio, nasceva a Firenze Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti. A don Lorenzo abbiamo deciso di dedicare la prima copertina di questo nuovo anno di Scarp de’ tenis. Il 20 giugno del 2017 Papa Francesco fece visita alla tomba di don Lorenzo. E rivolgendosi ad alcuni suoi ex allievi nel giardino adiacente la chiesa di Sant’Andrea a Barbiana disse: ‘Voi siete i testimoni di come un prete abbia vissuto la sua missione, nei luoghi in cui la Chiesa lo ha chiamato, con piena fedeltà al Vangelo e proprio per questo con piena fedeltà a ciascuno di voi, che il Signore gli aveva affidato. E siete testimoni della sua passione educativa, del suo intento di risvegliare nelle persone l’umano per aprirle al divino’”. Parlando del suo più grande insegnamento il Papa disse: “Ridare ai poveri la parola, perché senza la parola non c’è dignità e quindi neanche libertà e giustizia: questo insegna don Milani. Ed è la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società, mediante il lavoro, e alla piena appartenenza alla Chiesa, con una fede consapevole”.

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