Pakistan: appello della Chiesa alla comunità internazionale, “non lasciateci soli in quest’ora di dolore e di necessità”

“Chiediamo alla comunità internazionale di aiutare con urgenza il Pakistan, colpito dalle alluvioni che hanno portato vastissima distruzione. Pur apprezzando gli sforzi delle istituzioni governative, dell’esercito pakistano, delle diverse organizzazioni religiose e di tutte persone di buona volontà, ci occorre un più ampio supporto per far fronte all’emergenza e riabilitare le vittime di questo disastro naturale”. È quanto dichiara all’agenzia Fides l’arcivescovo Joseph Arshad, vescovo di Islamabad-Rawalpindi e presidente della Conferenza episcopale del Pakistan, mentre la nazione è alle prese con le disastrose conseguenze delle alluvioni che hanno sommerso un terzo del Paese. “Stiamo lavorando alacremente per l’assistenza umanitaria. Migliaia di persone vulnerabili – rileva – sono sfollati, in stato di indigenza all’interno del paese e cercano aiuto per la loro sopravvivenza. Le inondazioni devastanti, che hanno colpito in particolare le province di Balochistan, Khyber Pakhtunkhwa (KP) e Sindh, hanno causato forti danni con perdite di vite umane, sofferenze, perdita di case, mezzi di sussistenza. Molta gente è disperata”. “Il Paese, tutti i leader politici e religiosi, le istituzioni governative e sociali stanno facendo del loro meglio mostrando uno sforzo di unità, ma bisogna fare presto e ogni tipo di assistenza della comunità internazionale è benvenuto. Non lasciateci soli in quest’ora di dolore e di necessità”, esorta il vescovo che ringrazia Papa Francesco che ha pregato ed espresso vicinanza e solidarietà al popolo del Pakistan e invita le istituzioni internazionali a finanziare iniziative e programmi di cooperazione per aiutare il Pakistan. In risposta agli appelli giunti dal Pakistan, soprattutto per alloggi, sicurezza alimentare, acqua, servizi igienico-sanitari, da destinare a oltre 222.000 persone sfollate nei campi e negli insediamenti temporanei, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e la Ong nazionale “Hands” consegneranno al paese 3.400 tende a partire dal 13 settembre. Aiuti umanitari continuano a giungere anche dalla Mezzaluna Rossa, dalla Croce Rossa, dalla Caritas.

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