Minori stranieri non accompagnati: Save the Children, “soddisfazione per il decreto che chiarisce le modalità di accesso al fondo a supporto delle attività dei circa 3.500 tutori volontari”

“Esprimiamo soddisfazione per la pubblicazione del decreto attuativo che chiarisce le modalità di accesso al fondo per i rimborsi delle spese vive e i permessi retribuiti dei tutori volontari, figure di sostegno importantissime nella vita dei minori stranieri non accompagnati. La figura del tutore volontario è stata introdotta in Italia nel 2017 con la Legge 47, fortemente sostenuta da Save the Children. Abbiamo potuto apprezzare negli anni l’importanza di questa figura adulta di riferimento nel percorso di crescita di ragazzi e ragazze che giungono nel nostro Paese senza genitori e che trovano nel tutore un punto di riferimento fondamentale in tutti i passaggi della loro crescita”. Lo dichiara Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children.
In una nota, l’Ong ricorda che “il Fondo è stato attivato con Legge di Bilancio 2020 ed è divenuto operativo con la pubblicazione del decreto attuativo l’8 settembre 2022, anche grazie alle sollecitazioni di Save the Children, che con il suo lavoro sul campo è a fianco di tanti minori stranieri non accompagnati e dei loro tutori”. Il “tutore volontario”, prosegue l’Ong, è un privato cittadino/a che, adeguatamente formato, viene chiamato ad affiancare un minore straniero non accompagnato presente in Italia nel percorso di crescita e di integrazione, svolgendo anche il compito di rappresentanza legale. La formazione dei tutori volontari è curata dai Garanti dell’Infanzia, mentre la nomina è disposta dal Tribunale per i minorenni.
L’ultimo dato disponibile su base nazionale (2020) fa riferimento a circa 3.500 tutori volontari attivi nelle diverse regioni italiane, un numero sicuramente insufficiente rispetto ai quasi 16.500 minori stranieri non accompagnati presenti a fine luglio 2022.
“Auspichiamo che questo sostegno concreto che il Governo riconosce oggi ai tutori volontari possa coincidere con una forte campagna di sensibilizzazione per aumentare il numero dei tutori in particolare nei territori dove se ne sente il maggior bisogno: Sicilia, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, solo per fare qualche esempio”, conclude Milano.

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