Ucraina: Hilarion a delegati chiese ortodosse riunite a Cipro, “Patriarcato di Mosca svolge attività umanitarie e di pace, spesso dietro le quinte”

(Foto Patriarcato di Mosca)

(Foto Patriarcato Mosca)

“Ogni giorno vengono svolte complesse attività umanitarie e di mantenimento della pace, una parte significativa delle quali rimane dietro le quinte”. Dal milione di rifugiati ucraini in Russia al lavoro svolto dalla Chiesa ortodossa russa per l’evacuazione della popolazione civile, avvenuta nello stabilimento Azovstal di Mariupol. È il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, ad “aggiornare” i 52 delegati in rappresentanza di 20 Chiese ortodosse e delle Antiche Chiese orientali, membri del Consiglio mondiale delle Chiese, sulle attività in Ucraina sostenute dal Patriarcato di Mosca per la popolazione, la protezione dei civili e la pace. Riuniti in questi giorni a Paralimni (Cipro) i delegati ortodossi stanno partecipando ad una riunione promossa in preparazione della dell’Assemblea del Wcc, che si terrà dal 31 agosto all’8 settembre di quest’anno a Karlsruhe (Germania). Nel suo intervento – diffuso sul sito del Patriarcato di Mosca -, il metropolita russo ha parlato anche dello scontro armato in Ucraina. D’altronde, in due occasioni il segretario generale a interim del Wcc, rev. Ioan Sauca, ha scritto al Patriarca di Mosca Kirill: la prima volta, il 2 marzo, per chiedere al Patriarca di alzare anche lui la sua voce per invocare la fine del conflitto. L’ultima per invocare un cessate il fuoco per Pasqua. Era pertanto atteso il discorso del numero 2 del Patriarcato di Mosca a Cipro. Hilarion ha sottolineato che “con la benedizione di Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia, la Chiesa ortodossa russa, in tutto il suo vasto territorio canonico, prega quotidianamente per il rapido ripristino della pace, comprendendo che deve essere forte e durevole, il che significa basato sulla giustizia”. Allo stesso tempo, “la preghiera da sola non basta. È importante aiutare chi ha bisogno”. Hilarion fa quindi notare che “più di un milione di rifugiati ha attraversato il confine russo e in tutto il Paese la Chiesa ha avviato un’opera umanitaria senza precedenti per fornire loro assistenza di emergenza”. Inoltre, la Chiesa ortodossa ucraina, “storicamente e spiritualmente connessa con la Chiesa russa come sua parte di autogoverno, svolge un lavoro colossale per aiutare gli sfollati interni”. Hilarion ha quindi ringraziato le Chiese ortodosse polacca, rumena e le altre Chiese ortodosse locali, nonché “i cristiani non ortodossi e tutte le persone di buona volontà che forniscono assistenza ai rifugiati. Questa è la nostra tragedia comune e dobbiamo affrontarla insieme”. Interessante e dettagliata la parte in cui si racconta del lavoro svolto dalla Chiesa ortodossa russa per l’evacuazione della popolazione civile, avvenuta nello stabilimento Azovstal di Mariupol: “La Chiesa ortodossa russa non si è fatta da parte”, ha detto Hilarion. “Il 29 aprile Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia ha chiamato il metropolita Mitrofan di Gorlovsky e Slavonic e gli ha chiesto di partire per Mariupol per partecipare ai negoziati e all’evacuazione delle persone”. Il 30 aprile e il 1° maggio, 101 persone, tra cui sei bambini, sono state portate in luoghi sicuri e il metropolita Mitrofan è stato “tra i primi” a incontrarli. Il 6 maggio altre 51 persone sono state evacuate dall’Azovstal, per un totale di “152 vite salvate”, “dopo di che sia la Russia che l’Ucraina hanno annunciato che l’evacuazione dei civili era stata completata”. “Invitiamo tutte le parti interessate a unire le forze per aiutare i sofferenti”, ha quindi concluso il metropolita russo. “Penso che più di una volta l’aiuto dei cristiani sarà richiesto dal nostro mondo dilaniato dai conflitti… La riconciliazione e l’unità sono ciò che salverà la nostra civiltà. Per i cristiani sono inconcepibili senza Cristo, l’Amore incarnato, che ci dà l’unico vero obiettivo della vita”.

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