Papa Francesco: udienza, “l’anestesia dei sensi spirituali è una sindrome diffusa”, “non ci si accorge di essere anestetizzati”

(Foto Vatican Media/SIR)

“L’anestesia dei sensi spirituali – questo è brutto –  nell’eccitazione e nello stordimento di quelli del corpo, è una sindrome diffusa in una società che coltiva l’illusione dell’eterna giovinezza, e il suo tratto più pericoloso sta nel fatto che essa è per lo più inconsapevole”. A denunciarlo è stato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in Aula Paolo VI e dedicata alla vecchiaia. “Non ci si accorge di essere anestetizzati”, ha proseguito Francesco a braccio: “E questo succede, sempre è successo e succede ai nostri tempi: sensi anestetizzati, senza capire cosa succede. I sensi dello Spirito anestetizzati, per capire la presenza del bene e del male”. “Quando perdi la sensibilità del tatto o del gusto, te ne accorgi subito. Invece, quella sensibilità dell’anima puoi ignorarla a lungo”, ha fatto notare il Papa: “Vivere senza accorgersi che hai perso la sensibilità dell’anima”.  Questa sensibilità, ha spiegato Francesco, “non riguarda semplicemente il pensiero di Dio o della religione”: “L’insensibilità dei sensi spirituali riguarda la compassione e la pietà, la vergogna e il rimorso, la fedeltà e la dedizione, la tenerezza e l’onore, la responsabilità propria e il dolore per l’altro”. “E’ curioso”, ha aggiunto a braccio: “l’insensibilità non ti fa capire la compassione, non ti fa capire la pietà, non ti fa avere vergogna o rimorso per aver fatto una cosa brutta: i sensi spirituali anestetizzati confondono tutto, e uno non sente spiritualmente cose del genere. E la vecchiaia diventa, per così dire, la prima vittima di questa perdita di sensibilità”.

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