Magistratura: Mattarella, “occorre coltivare ‘l’etica del dubbio’”. “Rifiutare il protagonismo e l’individualismo giudiziario”

“Occorre coltivare ‘l’etica del dubbio’ e rifiutare ogni forma di arroganza cognitiva, alla quale deve fare da contrappeso la prudenza del giudizio come stile morale e intellettuale della funzione giudiziaria. La disponibilità all’ascolto per il giudice non è soltanto un dovere giuridico e deontologico, ma esprime un atteggiamento di onestà intellettuale verso gli altri”. Lo ha richiamato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando i magistrati ordinari in tirocinio nominati con D.M. 2 marzo 2021.
“In questo – ha proseguito il Capo dello Stato – si riconosce il maggior valore delle evoluzioni sociali recepite dalla giurisprudenza, rese possibili dall’opera insostituibile di una Magistratura attenta e sensibile, prudente interprete delle norme alla luce del dettato costituzionale. Prudenza – sia chiaro – non vuol certo dire timidezza, né timore della reazione che può comportare la decisione assunta, bensì accurata valutazione dei valori in rilievo, rifuggendo da ricostruzioni normative avventate o dettate da impropri desideri di originalità o di consenso esterno”. “Per garantire l’equilibrio delle decisioni è necessario conoscere i limiti della propria funzione, senza mai cedere alla tentazione dell’autocelebrazione e della ricerca assoluta del consenso”, ha ammonito Mattarella, aggiungendo che “anche quando si ritiene di essere nel giusto – ovunque, in qualunque ruolo e condizione – occorre coltivare la fiducia nelle proprie ragioni attraverso il ricorso agli strumenti che l’ordinamento pone a disposizione di tutti, pone a vantaggio di tutti, anche nelle vicende giudiziarie, senza mai cercare di plasmare le regole a piacimento, ma seguendo il modello di garanzie disegnate dalla nostra Costituzione”.
Il presidente si è anche soffermato sul “ principio di imparzialità” che “transita necessariamente anche attraverso il rifiuto del protagonismo e dell’individualismo giudiziario”. Inoltre, “sono in contrasto con la funzione giurisdizionale accordi per favorire interessi personali: la garanzia della più alta qualità della giurisdizione è un dovere inderogabile, e costituisce il fondamento del rapporto di fiducia che il Paese deve poter nutrire nei confronti dell’amministrazione della giustizia”.

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