Papa in Bahrein: conferenza stampa aereo, “problema abusi c’è sempre stato”, “non dobbiamo fermarci, volontà della Chiesa è chiarire tutto”

(Foto: Vatican Media/SIR)

“Il problema degli abusi sempre c’è stato, non solo nella Chiesa ma dappertutto”. Lo ha detto ieri il Papa, nella conferenza stampa sul volo di ritorno dal Bahrein, in cui ha ricordato che “il 42-46 % degli abusi sessuali si fa in famiglia o nel quartiere; questo è gravissimo, ma sempre l’abitudine è stata quella di coprire, in famiglia ancora oggi si copre tutto, e anche nel quartiere si copre tutto o almeno la maggioranza dei casi; un’abitudine brutta che nella Chiesa è cominciata a cambiare quando c’è stato lo scandalo di Boston ai tempi del cardinale Law che, a causa dello scandalo, ha dato le dimissioni; fu la prima volta che un caso di abusi uscì come scandalo”. “Da allora la Chiesa ha preso conoscenza di questo e ha cominciato a lavorare, mentre nella società e in altre istituzioni normalmente si copre”, ha precisato Francesco: “Qualcuno dice che noi siamo una piccola minoranza, ma se fosse anche un solo caso sarebbe comunque tragico, perché tu sacerdote hai la vocazione di far crescere la gente e comportandoti così invece la distruggi; per un sacerdote l’abuso è come andare contro la propria natura sacerdotale e contro la propria natura sociale, per questo è una cosa tragica e non dobbiamo fermarci”. “Stiamo lavorando con tutto quello che possiamo ma ci sono persone dentro la Chiesa che ancora non vedono chiaro, non condividono… è un processo quello che stiamo facendo e lo stiamo portando avanti con coraggio e non tutti abbiamo coraggio”, ha spiegato il Papa: “Delle volte c’è la tentazione dei compromessi, e siamo anche tutti schiavi dei nostri peccati ma la volontà della Chiesa è di chiarire tutto. Per esempio, ho ricevuto negli ultimi mesi due lamentele per casi di abuso che erano stati coperti e non giudicati bene dalla Chiesa: subito ho chiesto di studiare di nuovo i due casi e ora si sta facendo un nuovo giudizio; c’è anche questo quindi, la revisione di giudizi vecchi, non ben fatti. Credo che la Chiesa debba vergognarsi delle cose brutte, così come dire grazie a Dio per le cose buone che fa”.

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