Diocesi: Lecce, 265° anniversario dedicazione cattedrale. Mons. Seccia annuncia visita pastorale

(foto diocesi di Lecce)

“Dedicare la cattedrale all’Assunta manifesta questa profonda verità: l’uomo trova risposta al suo desiderio di felicità solo quando è per sempre con il suo Signore”. Sono queste le parole dell’arcivescovo Michele Seccia nell’omelia della messa per il 265° anniversario della dedicazione della cattedrale di Lecce, concelebrata da mons. Cristoforo Palmieri e mons. Luigi Pezzuto, assieme a molti sacerdoti, durante la quale si è svolto il rito di ammissione tra i candidati al diaconato permanente di Maurizio Giancane, Vinicio Russo e Pierpaolo Signore. “Intendo rilanciare i nostri cammini pastorali con tre importanti iniziative: l’indizione della visita pastorale, che avverrà, a Dio piacendo, la I domenica di Avvento e che si svilupperà in tutte le comunità parrocchiali a partire dalla prossima Quaresima, il rilancio del cammino formativo al diaconato permanente e il rinnovo dei diversi organi di partecipazione, allorquando giungeranno alla loro naturale scadenza”. Ha aggiunto l’arcivescovo di Lecce che ha invitato tutti a guardare questi eventi alla luce dello Spirito Santo che guida la sua Chiesa. “Il vescovo, in quanto pastore, ha il dovere di visitare il suo gregge e non può esimersi dall’invitare al salutare cambiamento che va però correttamente inteso, come un invito a proseguire il cammino con rinnovato slancio e non può essere fatto per il semplice gusto di cambiare. Nella Chiesa, infatti, come diceva San Vincenzo di Lerins, ogni cambiamento è piuttosto un approfondimento e ciò che va rinnovato bisogna che sia costruito su fondamenta solide. A tal proposito, diceva il card. Newman nel 1849: ‘Costruite su fondamenta antiche e sarete al sicuro: non cominciate niente di nuovo, non fate esperimenti per non far vergognare la Santa Madre Chiesa’”. Mons. Seccia ha ribadito l’importanza del diaconato citando Papa Francesco che sottolinea come tutta la diaconia della Chiesa ha il suo cuore pulsante nel mistero eucaristico e si realizza primariamente nel servizio dei poveri. “Ascoltiamo ancora una volta quanto il Concilio Vaticano II sottolineò con suprema autorità: ‘Gesù Cristo …prepose agli altri Apostoli il beato Pietro e in lui stabilì il principio e fondamento perpetuo e visibile dell’unità della fede e della comunione (Lumen Gentium, 18 b)’”, ha dichiarato mons. Michele Seccia concludendo: “Sul loro esempio di riforma, desidero intraprendere quest’ultima tappa del cammino in mezzo a voi, contando sulla protezione della Vergine, sul sostegno dei presbiteri, sulla preghiera dei consacrati e sulla benevolenza dei laici per continuare ad essere ‘collaboratore della vostra gioia’”.

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