Honduras: i vescovi sulla situazione del Paese: “Percorrere strada del dialogo, sì a Commissione Onu per la lotta alla corruzione”

FOTO SUYAPA MEDIOS/SIR

“Dobbiamo percorrere la strada del dialogo e della riconciliazione” e le varie opinioni e iniziative “devono essere rispettate”, anche se è “positiva” la transizione pacifica del nuovo Governo. Lo scrive la Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh), al termine della propria assemblea plenaria. I vescovi chiedono di non “cadere nella pratica del cosiddetto pensiero unico”, anzi invitano a “unire gli sforzi in funzioni specifiche”. “Solo se lo faremo potremo guardare avanti, verso il futuro dell’Honduras”.
Nel messaggio viene lanciato un allarme sulla perdurante corruzione. “L’unica cosa che fa questo flagello è introdurre sfiducia nelle istituzioni politiche, provocando un progressivo disprezzo dei cittadini per la politica e i loro rappresentanti, che indebolisce le istituzioni e questo alla fine diventa un impoverimento della popolazione”. I vescovi suggeriscono che su questo tema si debba agire con quanta più forza possibile, e allo stesso tempo sottolineano di accogliere con favore il dialogo che la presidente Xiomara Castro ha avuto con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterrez, con l’obiettivo di insediare una Commissione internazionale contro la corruzione e l’impunità (Cicih).
I vescovi esprimono, poi, vicinanza alla popolazione per le inondazioni che, dopo il passaggio delle piogge, stanno colpendo diverse regioni del Paese e che hanno messo a nudo ancora una volta la vulnerabilità del territorio honduregno. “Vogliamo fare tutto ciò che è in nostro potere con la massima solidarietà possibile e soddisfare i bisogni di così tante famiglie colpite”, si legge nella nota, nella quale si esprime preoccupazione per l’”irresponsabilità delle autorità”, che hanno il dovere di attuare misure di prevenzione, per evitare il ripetersi di queste disgrazie: “Fa male la mancanza di una risposta immediata ed efficace per un aiuto reale”, scrivono ancora i vescovi.

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