Insegnamento religione cattolica: mons. Marino (Savona), “concorre al pieno sviluppo della personalità degli allievi”

“Sono convinto che l’insegnamento della religione cattolica, inserito nel quadro delle finalità della scuola, concorra al pieno sviluppo della personalità degli allievi, in sintonia con i principi della Costituzione Italiana e con le aspettative e le speranze della nostra gente”. Lo ha scritto il vescovo di Savona-Noli, mons. Calogero Marino, nel messaggio “L’insegnamento della religione al servizio della persona nella scuola” inviato in occasione della Giornata diocesana di sensibilizzazione alla scelta dell’ora di religione che verrà celebrata domenica 16 gennaio.
L’intenzione del vescovo è quella di “richiamare l’attenzione delle nostre comunità nei confronti dei giovani e dell’importanza della testimonianza cristiana nella scuola, ambiente nel quale i giovani stessi devono trovare spazio e ascolto per la loro formazione e la loro crescita”. “Mi piace, infatti, sottolineare che l’educazione ha come fine la promozione della persona umana in tutte le sue dimensioni e che ai giovani occorre dar credito e offrire fiducia”, prosegue mons. Marino, sottolineando che “sono temi, questi, sui quali il Sinodo si è già soffermato e che necessitano ancora di interventi e approfondimenti”.
“Vogliamo riconoscere alla scuola una missione per così dire strategica – continua il presule – da una parte essa è chiamata a far maturare le facoltà intellettuali e spirituali e a promuovere lo sviluppo della capacità di giudizio; dall’altra essa ha il compito di mettere a contatto i ragazzi con il patrimonio culturale generato e custodito dalle passate generazioni, di preparare alla vita professionale e di favorire la disposizione reciproca a comprendersi e ad aiutarsi. Anche e soprattutto a scuola si impara a dar peso e credito alla solidarietà e all’accoglienza”. “L’insegnamento della religione cattolica – evidenzia il vescovo –, all’interno di tale contesto formativo, è reso possibile dall’impegno di tanti uomini e donne per la stragrande maggioranza laici un servizio che chiede professionalità specifiche e che si configura come via proficua di collaborazione con lo Stato e con le famiglie per la promozione dell’uomo e per il bene del Paese, un servizio educativo a favore delle nuove generazioni offerto a tutti, nella scuola di tutti”. Mons. Marino ricorda poi che “il diritto di avvalersi di tale insegnamento, che viene oggi esercitato dalla maggioranza delle famiglie, non è solo un’opportunità” ma “fa appello, infatti, alla responsabilità educativa dei genitori, alla scelta matura da parte degli studenti e all’accompagnamento che è chiesto anche alle nostre Comunità ecclesiali. L’Irc – precisa il vescovo – non prevede che l’alunno aderisca personalmente al credo religioso cristiano, ma che percepisca, conosca ed apprezzi il significato dei valori che scaturiscono dalla fede, riconoscendo che si tratta di convinzioni vissute e condivise da molti nel nostro Paese”.

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