Scuola: mons. Pennisi (Monreale), “tornare in classe in presenza significa viverla nella sua pienezza”

“Quest’anno l’inizio ormai imminente della scuola ha un sapore del tutto diverso da quello degli altri anni. E tutti ne conosciamo il motivo: dopo due anni di pandemia, che ha costretto le scuole alla didattica a distanza, finalmente sembra questa la volta buona perché le scuole possano tornare alla didattica in presenza. E non è solo questione di didattica, seppure importante”. Lo scrive l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, nel messaggio agli studenti per l’inizio dell’anno scolastico.
Il presule si sofferma in particolare su un aspetto. “Fare scuola in presenza significa tornare alle relazioni quotidiane con i compagni di classe e con i docenti, incrociare volti e non schermi, ascoltare l’emozione delle voci non filtrate dall’audio di un dispositivo, riscoprire la bellezza dei volti e riprendere a guardarsi negli occhi per crescere insieme”. Nelle parole dell’arcivescovo anche la consapevolezza che “tornare alla presenza significa uscire dalla bolla cui ci ha costretti la pandemia e vivere la scuola nella sua pienezza”. “La scienza ci sta regalando questo ritorno alla vita. I vaccini, infatti, frutto dell’intelligenza e della ricerca dell’uomo, stanno permettendo il superamento progressivo di una crisi pandemica che ha sorpreso il mondo intero e ha posto dinanzi ai nostri occhi la fragilità della condizione umana”. Motivi per cui “il ritorno tra i banchi in presenza quest’anno ha tutto il sapore di una vittoria”. “Sì, la vittoria della scienza sulla malattia, della vita sulla morte, della relazione sulla solitudine, della presenza sulla virtualità”.
Intanto, nel pomeriggio di oggi, in cattedrale in occasione della festa della Madonna del Popolo sarà affidato il mandato agli insegnanti di religione cattolica.

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