Diocesi: mons. Leuzzi (Teramo), “continuare nell’impegno educativo in aiuto ai giovani come priorità nella fase post Covid”

foto SIR/Marco Calvarese

Una delegazione della diocesi di Teramo-Atri ha partecipato questa mattina all’udienza generale di Papa Francesco nel Cortile di San Damaso, con rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale e dei dirigenti scolastici della provincia di Teramo e dell’Abruzzo. Nei saluti ai fedeli Bergoglio ha ricordato “gli studenti della Regione Abruzzo che hanno partecipato al concorso sul presepe”. Al termine della catechesi, il vescovo Lorenzo Leuzzi ha consegnato nelle mani del Papa gli atti del recente convegno “Con i giovani protagonisti nella storia. Gli adolescenti e il patto educativo e inter-generazionale” organizzato il 7 e 8 maggio scorsi dalla diocesi di Teramo-Atri e dall’Ufficio scolastico regionale in preparazione all’ultima edizione della veglia mariana internazionale dei giovani svoltasi nel santuario di San Gabriele dell’Addolorata. Lo stesso documento è stato consegnato anche al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, incontrato a seguire nella sede del ministero. “Sia Papa Francesco che il ministro Bianchi hanno espresso soddisfazione per questo impegno al servizio degli adolescenti”, ha commentato mons. Leuzzi. “Presentare loro i risultati dello sforzo di tante realtà al servizio dei ragazzi – le parole del vescovo riportate nel comunicato stampa della diocesi aprutina – ci esorta a continuare in questo cammino a favore del patto educativo e in aiuto ai giovani come priorità nella fase post Covid-19. È nella formazione che i ragazzi potranno trovare un orizzonte di senso per la propria esistenza”. “Abbiamo lavorato tantissimo e in condizioni molto difficili in quest’ultimo anno, ma abbiamo ottenuto grandi risposte in termini di capacità, competenze ed entusiasmo. Mai come in questo momento il Paese si è accorto della centralità della scuola, della sua importanza nella vita della comunità”, ha dichiarato il ministro Bianchi: “A chi ci domanda ‘torniamo alla normalità?’ noi rispondiamo che non ci possiamo accontentare ma stiamo andando oltre, e lo stiamo facendo tutti insieme. Questa è la chiave fondante della nuova fase della scuola”.

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