Minori e sport: “Con i Bambini” e Openpolis, “nel 2019 1 ragazzo su 5 era sedentario”. Su mancata pratica influiscono condizioni economiche familiari e mancanza di strutture

“Nel 2019, quindi già prima delle chiusure causate dal Covid-19, quasi un giovane su 5 era sedentario: oltre il 18%, tra i bambini di 6-10 anni e gli adolescenti di 15-17 anni, quasi il 16% nella fascia 11-14 anni e oltre il 40% tra i più piccoli (3-5 anni). Soprattutto in questa fascia d’età, nell’ultimo biennio rilevato si è registrata una contrazione. La pandemia è quindi intervenuta in un contesto dove la sedentarietà tra i minori si stava riducendo. Il 45,4% delle ragazze tra 6 e 24 anni fa sport in modo continuativo. Tra i maschi della stessa età la quota sale al 58,5%.”. È quanto emerge dal rapporto nazionale su “I minori e lo sport”, realizzato dall’Osservatorio #conibambini promosso da “Con i Bambini” e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, presentato oggi.
“Tra i più piccoli (3-10 anni) il nuoto è uno degli sport più praticati: il primo tra le bambine (48,7% di chi fa sport) e il secondo tra i bambini (39,4%), a poca distanza dal calcio (43,7%). Tra gli adolescenti maschi (11-19 anni) si conferma la prevalenza del calcio (58,4%), del nuoto (18,9%, in calo rispetto al 39,4% rilevato a 3-10 anni), seguiti da pallacanestro, ginnastica e arti marziali (tutti attorno al 10% circa). Tra le adolescenti i più citati sono danza (28%), ginnastica (25,1%), nuoto (al terzo posto con il 23,2% dei praticanti, in calo rispetto al 48,7% della fascia 3-10 anni) e atletica leggera, footing e jogging (10,7%)”.
Rispetto alle motivazioni che portano bambini e ragazzi a non praticare alcuno sport, “non sono infrequenti anche cause legate alla condizione economica del nucleo familiare. Queste riguardano il 20% dei ragazzi tra 11 e 17 anni e quasi il 30% dei bambini tra 6 e 10 anni. Altra causa non irrilevante è quella legata alla mancanza di impianti o la scomodità degli orari di apertura (circa un decimo delle risposte dai 6 anni in su)”. Nel confronto tra regioni, “l’attività sportiva per i giovani tra 3 e 17 anni risulta più frequente soprattutto nel Lazio, in Umbria e in Toscana”. In base ai dati elaborati per il gruppo Crc in queste regioni “la quota di minori che fa sport con continuità supera il 60%. Mentre le regioni al di sotto della media nazionale sono tutte del Sud. In particolare in Campania e Sicilia meno di un terzo dei bambini e ragazzi pratica sport con continuità”. Si tratta delle regioni dove, in base alle rilevazioni censuarie, “si registrava la quota più elevata di famiglie in potenziale disagio”. In secondo luogo, “la carenza di strutture, la mancata manutenzione, l’assenza di soggetti che le gestiscano in modo strutturato e continuativo è sicuramente uno degli elementi più importanti”.

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