Papa Francesco: udienza, “la vicinanza di Dio ci apre il dialogo con lui”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Quale popolo ha i suoi déi vicini a loro come voi avete me vicino a voi?”. Con questa frase, citata due volte a braccio e tratta dal Detereunomio, il Papa ha spiegato la “vicinanza di Dio”, che grazie alla presenza di Gesù caratterizza il cristianesimo rispetto alle altre religioni. “Perché l’uomo dovrebbe essere amato da Dio?”, si è chiesto il Papa durante la catechesi dell’udienza di oggi, trasmessa in diretta streaming dalla Biblioteca privata del Palazzo apostolico e dedicata alla preghiera trinitaria. “Non ci sono ragioni evidenti, non c’è proporzione”, la risposta: “Tanto è vero che in buona parte delle mitologie non è contemplato il caso di un dio che si preoccupi delle vicende umane; anzi, esse sono fastidiose e noiose, del tutto trascurabili”. “Alcuni filosofi dicono che Dio può solo pensare a sé stesso”, ha sottolineato Francesco: “Semmai siamo noi umani che cerchiamo di imbonire la divinità e di risultare gradevoli ai suoi occhi. Di qui il dovere di religione, con il corteo di sacrifici e di devozioni da offrire in continuazione per ingraziarsi un Dio muto e indifferente”. “Non c’è dialogo”, ha commentato a braccio il Papa: “Solo Gesù è stato la rivelazione di Dio, e prima di Gesù tutto quello che c’è scritto nella Bibbia ad aprirci il cammino del dialogo con Dio. Questa vicinanza di Dio, che ci apre il dialogo con lui”.

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