Immacolata: card. Betori (Firenze), “accendiamo le nostre fiaccole di umanità per rischiarare il buio della violenza, dell’egoismo, dell’indifferenza”

“In questo tempo ancora segnato dalle conseguenze della pandemia, affidiamo a te le ferite che affliggono corpo e anima dei singoli e delle comunità, anche nella nostra città, e le speranze che nutriamo per i tempi nuovi che ci attendono”. Con queste parole, ieri, il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori ha iniziato l’omaggio della città alla Beata Vergine Maria, nella solennità dell’Immacolata.
Tra le ferite, il porporato ha segnalato “l’aumento della conflittualità tra le persone, la violenza verbale; lo scontro (non il confronto) fra posizioni diverse; il riemergere dell’individualismo, dell’egoismo, la violenza contro le donne; la dimenticanza dei poveri, rotture della coesione sociale anche nel combattere il virus secondo le indicazioni della scienza e le decisioni di chi ha responsabilità pubbliche; le paure e le incertezze che continuano a segnare i nostri giorni per il permanere del virus; per le difficoltà a definire il futuro dell’economia e quindi la certezza di un lavoro degno per tutti, con una particolare gravità nelle crisi aziendali in atto; per decisioni che mettono in crisi una condivisa visione della persona e del bene sociale; il disagio crescente tra i ragazzi e i giovani, lo smarrimento, la depressione, la solitudine, fino agli eccessi, all’abuso di alcol, ai comportamenti devianti; la pandemia li ha resi ancora più fragili e vulnerabili”.
Sono, ha sottolineato l’arcivescovo, “queste le ferite che affliggono i nostri giorni, ma la speranza e il bene devono prendere il sopravvento nel cuore dell’uomo. Maria ci invita a seguire la luce più grande, quella di Gesù che nasce, ad accendere nella nostra città, nelle nostre comunità molte ‘luci verdi’, come hanno fatto tanti in Polonia ai confini con la Bielorussia per segnalare nella notte che nelle loro case potevano trovare un pasto caldo e una coperta i profughi infreddoliti e bisognosi di tutto. Accendiamo anche noi le nostre fiaccole di umanità per rischiarare il buio della violenza, dell’egoismo, dell’indifferenza”.
Infine, il card. Betori ha ricordato che, aspirando a “unire le città per unire le nazioni”, “Firenze, raccogliendo l’eredità di Giorgio La Pira, nel prossimo mese di febbraio ospiterà l’incontro dei vescovi e quello dei sindaci del Mediterraneo, a cui verrà a porre il sigillo della sua parola il Santo Padre. Questo evento poniamo sotto la tua protezione, perché dalla nostra città parta un contributo alla costruzione della pace”.

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