Diocesi: Pistoia, l’11 dicembre si presenta il Dossier Caritas. Suppressa (direttore), “seguite categorie sociali generalmente escluse da situazioni di disagio”

Nel 2020 i nuovi accessi allo sportello della Caritas diocesana di Pistoia sono stati il 51% in più rispetto al 2019. Nel 2009 erano state 2.476 le persone che avevano fatto accesso alla rete di centri ascolto mentre nel 2020 sono state 6.200. Inoltre, l’Emporio della solidarietà, nato tre anni fa, è passato da 250 tessere a 650, pari a 2.500 persone, ed è arrivato, ad oggi, a distribuire circa 20 tonnellate di generi tra alimentari e prodotti per la cura della persona e della casa. Sono alcuni dei numeri contenuti nel Dossier Caritas, con i dati dello scorso anno e del primo semestre del 2021, che verrà presentato l’11 dicembre a Pistoia, alla presenza del vescovo Franco Tardelli. Fornendo alcune anticipazioni al settimanale diocesana “La Vita”, il direttore della Caritas, Marcello Suppressa, ha sottolineato che “nella maggior parte dei casi le persone che si presentano presso il nostro sportello manifestano problemi legati all’impiego, dalla disoccupazione fino a casi di sfruttamento e lavoro al nero”. “Non solo è molto aumentata l’affluenza ai nostri sportelli – ha aggiunto –, ma tendono a presentarsi categorie sociali che fino agli anni passati erano rimaste generalmente escluse da situazioni di particolare disagio economico”. Per Suppressa, “è evidente che siamo di fronte a una crisi economica importante in cui le famiglie fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Il nostro impegno dunque si manifesta soprattutto dando supporto nel pagamento degli affitti, delle bollette, contribuendo alle spese mediche e anche attraverso forme di assistenza legale, dato l’aumento degli sfratti”. Analizzando i dati, il direttore della Caritas ha rilevato che “oltre il 54% di chi si affaccia al nostro sportello sono donne. È così che dalla volontà della diocesi di Pistoia di promuovere iniziative a supporto specifico delle donne in situazione di disagio nasce il progetto ‘Unica’, che intende svincolarsi dalla logica dei servizi e delle opportunità uguali per tutti e concentrarsi sulla declinazione di percorsi in cui le donne possano usufruire di un supporto individuale in termini di ascolto, accompagnamento alla rete territoriale e investimento sui loro percorsi di autonomia. Da sottolineare, inoltre, è il ruolo che che avranno le comunità cristiane coinvolte al fine di promuovere reti sociali e solidali di supporto all’inclusione sociale, lavorativa e abitativa”.

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