Coronavirus Covid-19: Iss, scende all’89% l’efficacia vaccinale tra chi ha completato il ciclo. Prevenzione del 92% per ricovero, del 95% per terapia intensiva, del 91% per decesso

“Negli ultimi 30 giorni, si rileva come il 20,2% delle diagnosi di Sars-Cov-2, il 31,0% delle ospedalizzazioni, il 31,9% dei ricoveri in terapia intensiva e il 42,1% dei decessi negli over 80 siano avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino”. È quanto si legge nel report “Epidemia Covid-19” diffuso dall’Istituto superiore di sanità.
Al 20 ottobre, in Italia, la copertura vaccinale per due dosi nella popolazione di età superiore ai 12 anni è pari a 81,7%. Nelle fasce di età 20-29, 50-59, 60-69, 70-79, e over 80, la percentuale di persone che hanno completato il ciclo vaccinale è superiore all’80% (rispettivamente 80,3%, 82,8%, 87,4%, 90,8% e 93,4%). Superiore al 70% è invece la copertura vaccinale per le altre fasce di età (40-49: 77,5%; 30-39: 75,6%) ad esclusione della fascia 12-19 la cui copertura vaccinale con due dosi si attesta al 65,5%. In tutte le Regioni/Province autonome la copertura vaccinale della popolazione con età compresa fra i 12 ed i 59 anni è maggiore del 60%, con una variabilità che va dal 70,3% in Sicilia all’81,8% in Lombardia.
“Nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura – osserva l’Iss –, si verifica il cosiddetto effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi”.
Stando ai dati diffusi, “negli ultimi 30 giorni in Italia si osserva una maggiore incidenza di casi diagnosticati in persone non vaccinate”. “L’efficacia vaccinale nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid-19 nelle persone completamente vaccinate è diminuita passando dall’89%, durante la fase epidemica con variante alfa prevalente, al 77% durante la fase epidemica con variante delta prevalente”.
L’Iss rileva che “in generale, sebbene si osserva una diminuzione dell’efficacia nella fase epidemica delta, l’efficacia preventiva nei confronti di ricoveri (92% fase delta vs 95% fase alfa), terapie intensive (95% fase delta vs 97% fase alfa) e decessi (91% fase delta vs 97%) rimane alta”.

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