Polonia: messaggio della Chiesa cattolica per la Pasqua ebraica. “Ci accorgiamo del valore della fraternità e della comunità”

Al tempo della pandemia “ci accorgiamo ancora di più del valore della fraternità tra gli uomini, di quello della comunità, e delle opere di misericordia”, ha sottolineato il presidente dei vescovi polacchi mons. Stanisław Gądecki nel messaggio, inviato in occasione della Pesah alla comunità ebraica in Polonia. Il presule, ricordando il centenario della nascita di Karol Wojtyla, ha citato le parole di Giovanni Paolo II il quale auspicava che “i figli dello stesso Dio potessero instaurare un durevole legame di vera fratellanza con il popolo ebraico”. Mons. Gądecki ha ribadito inoltre che la Pasqua ebraica “costituisce un universale simbolo del passaggio dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita”. Il numero di ebrei che attualmente vivono in Polonia, nonostante la mancanza di dati precisi, viene valutato tra i 5 e i 20mila. Prima dell’Olocausto, i polacchi di origine ebraica costituivano circa il 20 per cento della popolazione (3,5 milioni), nelle grandi città arrivando anche a superare il 30 per cento. Secondo il Pew Research Center (dati del 2015) nell’odierna Polonia “l’antisemitismo non costituisce problema”. Gli studiosi rilevano l’importanza del dialogo tra la Chiesa cattolica e i rappresentanti di altre religioni, ma osservano anche che “succede che gli slogan antisemiti vengono utilizzati per attaccare i nemici politici dei partiti di destra, o per criticare i media, dalla stessa destra giudicati di sinistra o non-patriottici”.

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