Diritti umani: Giustizia e Pace Europa, vaccinazione sicura, per tutti e libera. “Una scelta personale ma anche un atto di generosità”

Garantire un vaccino “efficace e sicuro”, promuovere una strategia di vaccinazione “sulla base delle necessità” favorendo i più poveri e “coloro che si prendono cura dei più vulnerabili, sia per motivi professionali che familiari”; non imporre il vaccino come obbligatorio ma se la scelta è “personale”, vaccinarsi è “un atto di generosità e solidarietà”. Sono le linee-guida alla strategia di vaccinazione dettate dal Comitato esecutivo di Giustizia e Pace Europa in una dichiarazione pubblicata oggi, nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale dei diritti umani nel più ampio contesto della pandemia da Covid-19. Giustizia e Pace Europa esprime tutta la sua preoccupazione per le conseguenze che la pandemia sta avendo soprattutto sulle fasce più povere della società facendo registrare dappertutto un picco di crescita e diffusione della povertà estrema che si era avuto nel 1990. Nella dichiarazione si parla della contrazione senza precedenti del 4,4 per cento che l’economia globale ha avuto nel corso del 2020. Dato che raddoppia nelle economie europee. La disoccupazione è aumentata ed è destinata ad aumentare anche nel prossimo anno. “Tuttavia – scrive Giustizia e Pace Europa -, prima di impegnarsi in una ripresa economica, sociale e culturale, l’umanità dovrà superare il virus stesso”. C’è solo una speranza perché il virus possa scomparire e l’umanità possa finalmente raggiungere l’immunità collettiva ed è appunto la strategia di vaccinazione. “Fortunatamente, e grazie all’ingegnosità umana e all’abilità tecnologica, diversi vaccini sono stati sviluppati piuttosto rapidamente”. Giustizia e Pace, nel paragrafo dedicato alla vaccinazione, detta alcune regole. “Prima di avviare ampi programmi di vaccinazione, le autorità pubbliche devono dare il loro permesso, poiché ogni persona non solo ha il diritto di ricevere un vaccino gratuitamente, ma deve anche essere efficace e sicuro”. Inoltre, “dovrà essere sviluppata una strategia di vaccinazione che distribuisca il vaccino sulla base delle necessità piuttosto che dei mezzi”. “Questa preferenza – si legge nella dichiarazione – potrebbe includere anche coloro che si prendono cura dei più vulnerabili, sia per motivi professionali che familiari”. Giustizia e Pace poi ricorda che, “anche se esiste il diritto a un vaccino efficace, gratuito e sicuro, non può esserci alcun obbligo di assumere un vaccino”. È difatti “impossibile imporre la vaccinazione al 70% della popolazione, soglia necessaria per ottenere l’immunità collettiva contro il virus”. Ma se la scelta “è personale”, vaccinarsi “è un atto di generosità e solidarietà da parte di tutti”.  Nella dichiarazione, Giustizia e Pace afferma di condividere la preoccupazione espressa dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali su alcune categorie di persone, rese più vulnerabili dalla crisi sanitaria e dalle restrizioni: le persone anziane, i migranti e i richiedenti asilo, i rom e nomadi, i bambini a causa delle crescenti disuguaglianze educative, l’ondata di violenza domestica contro donne e ragazze durante il lockdown. Scopo della dichiarazione è quella di ricordare che il rispetto della dignità umana e dei diritti umani non sono “concetti superflui” ma “la spina dorsale morale della società”.

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