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Regno Unito: mons. McAleenan (Conferenza episcopale inglese), “nessuno sia obbligato a rischiare la vita o quella dei figli, in un’imbarcazione pericolosa in mare aperto”

(Foto ANSA/SIR)

“Tutti coloro che stimano il valore della vita umana, qualunque sia la loro posizione nei confronti di migranti e rifugiati, sono uniti nel dolore dopo la tragedia nella Manica”. È il vescovo Paul McAleenan, presidente dell’Ufficio per le politiche migratorie alla Conferenza episcopale inglese a esprimersi ufficialmente su quanto accaduto nel Canale martedì 27 ottobre, quando un barchino di migranti che cercavano di raggiungere le coste inglesi si è rovesciato causando la morte di quattro persone, di cui due bambini di 5 e 8 anni. “Immediato cordoglio dovrebbe essere rivolto agli adulti e ai bambini morti, alle loro famiglie ovunque si trovino nel mondo e ai loro compagni che ricorderanno per sempre ciò di cui hanno assistito”, ha scritto ancora il vescovo auspicando che “nessuno voglia fare una mera considerazione politica sull’incidente”. Secondo il vescovo, “ciò che è veramente necessario è che le menti si incontrino”, vale a dire che avvenga “un cambio di mentalità da parte di coloro che stabiliscono le regole” e occorre cercare “i profittatori senza cuore”; obiettivo sia l’arrivare a “garantire che nessuno si senta obbligato o incoraggiato a rischiare la propria vita o quella dei propri figli, in un’imbarcazione pericolosa in mare aperto”.

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