Coronavirus Covid-19: Colombia, vescovi della zona amazzonica preoccupati per l’aumento di contagi, a Leticia sgomberati centinaia di indigeni con diversi feriti

I vescovi dei dipartimenti amazzonici colombiani di Caquetá e Putumayo, preoccupati per l’aumento del contagio del Covid-19 in queste zone del Paese, attraverso un comunicato hanno invitato la comunità ad esercitare la responsabilità personale e comunitaria.
“Di fronte alla situazione che stiamo vivendo, chiediamo alla comunità di mantenere la cura di sé e la responsabilità di prendersi cura degli altri, all’uso responsabile e permanente della maschera, evitando la folla e proteggendo la propria vita e quella dei nostri fratelli”, scrivono mons. Omar de Jesús Mejía Giraldo, arcivescovo di Florencia, mons. Francisco Javier Múnera, vescovo di San Vicente del Caguán, mons. Luis Albeiro Maldonado Monsalve, vescovo di Mocoa-Sibundoy, e mons. Joaquín Humberto Pinzón, vicario apostolico di Puerto Leguízamo-Solano.
La nota mette in evidenza alcune cause che portano all’aumento dei contagi, come la mancanza di tamponi, il ritardo nella consegna dei risultati e i casi non segnalati dalle persone. Di fronte a questo scenario “invitiamo i governi dipartimentali e locali a intensificare i controlli e le misure di contenimento”.
Sempre dall’Amazzonia colombiana e, in particolare, da Leticia (dipartimento di Amazonas) arriva l’allarme lanciato dall’Onic (Organizzazione nazionale indigena colombiana), rispetto a uno sgombero forzato di centinaia di famiglie indigene, con numerose donne e bambini, portato a termine ieri, proprio mentre la pandemia non risparmia questo territorio. “Condanniamo e denunciamo davanti all’opinione pubblica e alle istituzioni nazionali le azioni illegali dell’amministrazione municipale di Leticia (Amazonas), guidata dal sindaco Jorge Luis Mendoza Muñoz, che ha inviato la polizia speciale Esmad per sfrattare centinaia di famiglie indigene, con persone che hanno diritto a protezione speciale – bambini e adolescenti, donne incinte, anziani, vittime del conflitto armato interno -, che sono insediate in un lotto urbano nel comune di Leticia, chiedendo il diritto fondamentale alla terra, a un alloggio dignitoso, nonché a garanzie e tutela dei loro diritti fondamentali. Vista la situazione, il sindaco invece di generare spazi di dialogo e costruire percorsi differenziati per affrontare la questione, ha privilegiato l’uso della forza, che ha comportato eccessi da parte delle forze dell’ordine, con un bilancio di diversi feriti e persone colpite da gas lacrimogeni”.

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