Incidenti sul lavoro: Mattarella, “lavorare non è morire. I morti di queste settimane ci dicono che quello che stiamo facendo non è abbastanza”

(Foto: Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Le morti sul lavoro feriscono il nostro animo. Feriscono le persone nel valore massimo dell’esistenza, il diritto alla vita. Feriscono le loro famiglie. Feriscono la società nella sua interezza. Lavorare non è morire”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, in occasione dell’avvio del corso di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
“Il nostro Paese – ricorda il Capo dello Stato – colloca il diritto al lavoro e il diritto alla salute tra i principi fondanti della Repubblica. Non è tollerabile perdere una lavoratrice o un lavoratore a causa della disapplicazione delle norme che ne dovrebbero garantire la sicurezza sul lavoro”. “I morti di queste settimane ci dicono che quello che stiamo facendo non è abbastanza”, ammonisce Mattarella, convinto che “la cultura della sicurezza deve permeare le Istituzioni, le parti sociali, i luoghi di lavoro”. “A voi, ispettori tecnici, spetta un ruolo attivo in questo processo di garanzia e di prevenzione”, prosegue il presidente: “Faccio appello alle vostre intelligenze e al vostro impegno per contrastare una deriva che causa troppe vittime. Anche da voi e dalla vostra attività dipende la vita di madri, padri, figli, lavoratrici e lavoratori che, finito il proprio turno, hanno il diritto di poter tornare alle loro famiglie”.

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