Pasqua: mons. Lomanto (Siracusa), “un rinnovamento per la nostra vita”

(foto diocesi Siracusa)

“Oltre alla Pasqua liturgica, viviamo una Pasqua esistenziale. La Pasqua della nostra vita, la Pasqua nelle strade e negli ambienti in cui ci troviamo ad operare, portando questo carico di amore, questa testimonianza di vita che nasce dall’amore, dalla fede, dall’incontro con il Signore risorto”. Così mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa, ai giornalisti e agli operatori della comunicazione durante l’incontro che ogni anno si svolge nella Settimana Santa alla vigilia di Pasqua, alla presenza del segretario provinciale dell’Assostampa Prospero Dente, del tesoriere dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia e segretario nazionale Ucsi Salvo Di Salvo e del direttore di Cammino Orazio Mezzio.
“Ogni anno la celebrazione della Santa Pasqua – ha aggiuto il presule -, ci induce a compiere un balzo in avanti nel cammino della santità di vita e siamo chiamati a crescere con fedeltà nell’adempimento del volere del Signore, nel senso vivo della comunione ecclesiale. È una testimonianza di carità e di giustizia nella famiglia, nella società, nelle relazioni con gli altri”. L’arcivescovo ha invitato tutti ad essere testimoni dell’amore disinteressato, operando nei diversi ambiti in cui ci si trova, superando sfide e difficoltà imparando a crescere in comunione. “Oggi abbiamo tanti mezzi, strumenti, la tecnologia ci aiuta, il progresso va sempre avanti. Però è importante costruire tutto il fondamento della dignità dell’uomo sulla Parola, sul Vangelo, sull’incontro con il Signore. Spesso i giovani sono travolti da quel mondo e si perdono in quella realtà virtuale, dimenticando la realtà meravigliosa che li circonda. Ai genitori spetta il compito di stare accanto a loro e di seguirli, ma anche a noi spetta il compito di trasmettere, di inculcare sani principi e veri valori per contribuire alla loro crescita”. Ha aggiunto mons. Lomanto che ha indetto l’anno mariano nel 70esimo anniversario della lacrimazione della Madonna. “Pianto che sta a indicare la vicinanza di Dio e della Madonna alla nostra situazione di dolore. Ma è un pianto che esprime certamente ripresa. Piange colui che vuole riscattarsi: esprime rinascita, esprime vita. E allora consacriamo al Cuore Immacolato e Addolorato di Maria la nostra vita e chiediamo a Lei di raccogliere nelle sue lacrime il grido di sofferenza e di dolore di tutti i suoi figli”. Il presule siciliano ha concluso il suo intervento con gli auguri per le festività, “Desidero augurare a tutti voi di farvi portatori di questo messaggio di pace, di gioia e di speranza. La Pasqua del Signore porti sempre più, un rinnovamento per la nostra vita, con l’impegno di crescere insieme nella pace di Cristo risorto”.

(foto diocesi Siracusa)

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