Libertà di stampa: Viminale, nel 2022 in calo gli atti intimidatori nei confronti di giornalisti. Sono stati 111, -52% in un anno

Nel 2022 sono stati 111 gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti rispetto ai 232 del 2021, con una diminuzione pari al 52%. È quanto è emerso nel corso della riunione del “Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti” presieduta al Viminale dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Durante l’incontro – viene spiegato in una nota – è stata sviluppata una accurata analisi, con particolare riferimento all’andamento degli episodi registrati nell’anno passato e sono state esaminate le dinamiche che hanno caratterizzato i più recenti fatti di intimidazione e violenza.
Il decremento degli episodi – prosegue la nota – “appare più significativo alla luce del trend crescente che aveva invece caratterizzato gli anni precedenti: nel 2021 si era avuto un aumento del 42% dei casi, rispetto ai 163 del 2020, anno in cui pure si era avuta una crescita dell’87% rispetto al 2019, quando gli episodi erano stati 87. Analogo decremento si attesta nei primi due mesi del 2023: 14 gli atti denunciati rispetto ai 28 riferibili allo stesso periodo del 2022”. “Il risultato – affermano dal Viminale – è frutto dello sforzo comune profuso da prefetture, Forze di polizia e rappresentanti dell’Ordine dei giornalisti e della Federazione nazionale della Stampa. Il dato va tuttavia attentamente valutato anche alla luce di una possibile tendenza alla diminuzione delle denunce da parte delle vittime”.
Tra le Regioni che hanno fatto registrare nel 2022 un maggior numero di eventi o denunce vi sono Lazio, Lombardia, Campania, Calabria e Sicilia, con 76 episodi complessivi, pari al 68,5% del totale.
Durante la riunione, dai rappresentanti dei giornalisti è stato anche sottolineato il fenomeno delle cosiddette “querele temerarie”.
Nell’occasione, il ministro Piantedosi ha dichiarato che “pur a fronte di una diminuzione dei casi, rimane alta l’attenzione delle Istituzioni a difesa dell’attività dei giornalisti, per tutelare la funzione fondamentale svolta dal mondo dell’informazione. Per questo c’è il massimo impegno del Viminale a rafforzare le azioni sul fronte della prevenzione e della repressione di ogni minaccia o intimidazione subita dai giornalisti”.

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