Migranti: Ismu, negli ultimi 10 anni variata la nazionalità di chi è approdato sulle nostre coste

È andata variando, negli ultimi 10 anni, la nazionalità di chi è approdato sulle nostre coste. Lo mette in evidenza oggi la Fondazione Ismu Ets fornendo un’elaborazione dei dati del ministero dell’Interno. Nel 2013 e nel 2014 i cittadini siriani in fuga dal loro Paese (42mila persone) rappresentavano un quarto dei migranti sbarcati, mentre nel 2012 tale collettivo costituiva solo il 4,4% del totale e, dopo anni di arrivi limitati, i siriani tornano ad approdare anche sulle nostre coste in modo più significativo, con oltre 2.200 arrivi nel 2021 e 8.600 nel 2022 (quinta nazionalità). I nigeriani sono risultati la principale nazionalità tra gli sbarcati nel 2016 (38mila) e nel 2017 (18mila), mentre dal 2018 gli arrivi via mare sono dovuti in massima parte a tunisini. Nel 2022 appena concluso la classifica vede ai primi tre posti le medesime provenienze del 2021 ma con il “sorpasso” degli egiziani, che con oltre 20mila arrivi costituiscono un quinto di tutti gli sbarcati e aumentati del 145% in un anno; i tunisini al secondo posto (18mila) e terzi i bangladeshi (15mila). Nel 2022 tornano in graduatoria i migranti in fuga dall’Afghanistan: al quinto posto con oltre 7mila arrivi via mare nel corso dell’anno. Nei primi mesi del 2023 invece tornano rilevanti le provenienze dall’Africa sub-sahariana, in particolare dalla Costa d’Avorio e dalla Guinea.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa