Consiglio permanente: Cei, “attivati gruppi sinodali anche in situazioni di forte marginalità”

“Se in alcune diocesi sono stati perfino i bambini e i ragazzi a partecipare alla consultazione sinodale attraverso modalità pensate specificamente per loro, in altre sono state sperimentate forme di ascolto delle istituzioni civili e momenti di incontro con altre Confessioni cristiane o tradizioni religiose”. Lo riporta il comunicato finale del Consiglio permanente della Cei che si è concluso ieri a Roma. “Alcune équipe diocesane, in collaborazione con le Caritas, hanno attivato gruppi sinodali in situazioni di forte marginalità, quali centri di accoglienza per gli immigrati e carceri”.
Dalle testimonianze raccolte attraverso i referenti diocesani – segnala la Cei -, emerge “un clima positivo e vivace, segnato da una chiara tensione spirituale”. “Si registra un crescente interesse attorno al Cammino sinodale di cui si va cogliendo la portata di novità: questo tempo dedicato all’ascolto ha, di fatto, favorito la partecipazione e sostenuto il senso di appartenenza alla comunità ecclesiale”. Secondo i vescovi, il metodo della conversazione spirituale, che “consente di vivere un’esperienza di reale ascolto e condivisione”, ad esempio, può diventare “uno stile permanente della pastorale ordinaria”. “Così come la valorizzazione delle competenze dei laici e la sinergia con i consacrati”. Di fondamentale importanza – è stato rilevato -, è poi il fatto di aver immaginato e dato vita a modalità e percorsi nuovi di comunicazione e di incontro con le persone là dove vivono, mostrando “il volto di una Chiesa materna e accogliente a cui sta a cuore la storia di ciascuno”.
Sempre in merito al Cammino sinodale, il Consiglio episcopale permanente ha deliberato il cronoprogramma che contiene le linee operative – pensate dal Gruppo di Coordinamento nazionale – per la finalizzazione del primo anno. Il compito dei prossimi mesi sarà quello di convergere su un testo che servirà da base per la prosecuzione del percorso. L’Assemblea generale della Cei, che si terrà a Roma dal 23 al 27 maggio, e la sessione autunnale del Consiglio episcopale Permanente (settembre 2022) rappresentano due snodi chiave per il raggiungimento quest’obiettivo. In questa fase, dovranno anche essere costituiti gli organismi previsti per il Cammino sinodale (Comitato nazionale e Giunta). Dopo il primo incontro nazionale in presenza dei referenti diocesani (18-19 marzo) che ha ottenuto un riscontro favorevole, è stata condivisa e approvata la proposta di un secondo appuntamento (13-15 maggio), sempre in presenza, al quale parteciperà un Vescovo in rappresentanza delle Conferenze episcopali regionali. Le stesse Conferenze regionali provvederanno, in questi mesi, a nominare due delegati (di cui possibilmente una donna) che porteranno il loro contributo al confronto sul Cammino sinodale durante l’Assemblea Generale di maggio.

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