Ue: vertice sulla situazione in Ucraina e summit con l’Unione Africana. I leader gettano le basi per un partenariato rinnovato

(Foto SIR/Consiglio europeo)

Ucraina e Africa in cima all’agenda Ue in questi due giorni. Si riunisce a Bruxelles un vertice informale dei Ventisette per valutare la situazione tra Ucraina e Russia. Non sono previste prese di posizione ufficiali, ma semmai si tratta di far giungere a Kiev il sostegno dell’Europa comunitaria. Sullo sfondo restano i rapporti sempre più tesi tra Ue e Russia, la questione energetica (gas), la sicurezza, le eventuali sanzioni.
Seguirà il sesto vertice Unione europea-Unione africana (Ue-Ua), che riunisce i rispettivi leader, gli Stati membri e un numero limitato di osservatori. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, co-presiederà i lavori insieme al presidente della Repubblica del Senegal, Macky Sall, in qualità di attuale presidente dell’Ua.
I vertici Ue-Ua si svolgono tradizionalmente ogni tre anni, in alternanza tra Africa ed Europa. L’attuale vertice era inizialmente previsto per il 2020, ma è stato posticipato a causa della pandemia. “Questo vertice rappresenterà un’opportunità unica per gettare le basi per un partenariato Ua-Ue rinnovato e più approfondito, con il massimo coinvolgimento politico e basato sulla fiducia e una chiara comprensione degli interessi reciproci”, recita un comunicato.
“L’obiettivo è lanciare un ambizioso pacchetto di investimenti Global Gateway Africa-Europa, per aumentare gli investimenti in infrastrutture, assistenza sanitaria e istruzione, tenendo conto delle sfide globali, come il cambiamento climatico e l’attuale crisi sanitaria”. I colloqui riguarderanno anche strumenti e soluzioni “per promuovere la stabilità e la sicurezza attraverso una rinnovata architettura di pace e sicurezza”.
I leader discuteranno un’ampia gamma di argomenti come il finanziamento di una crescita sostenibile e inclusiva; cambiamento climatico e transizione energetica, digitale e trasporti, connettività e infrastrutture; pace, sicurezza e governance; sostegno del settore privato e integrazione economica; istruzione, cultura e formazione professionale, migrazione e mobilità; agricoltura e sviluppo sostenibile. Domani i partecipanti dovrebbero adottare una dichiarazione su una visione comune per il 2030.

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