Parlamento Ue: saluto fascista in aula stigmatizzato dalla presidente Metsola. Regole ferree sulla sicurezza dei giocattoli

(Strasburgo) “Un saluto fascista al Parlamento europeo è per me inaccettabile, sempre e ovunque. Offende me e tutti noi in Europa”. Poche parole della presidente Roberta Metsola per stigmatizzare il saluto romano in emiciclo da parte dell’eurodeputato bulgaro Angel Dzhambazki, iscritto al gruppo Ecr (conservatori). Si discuteva del meccanismo che condiziona la concessione di fondi europei al rispetto dello Stato di diritto, tema sul quale ieri si era pronunciata la Corte di Giustizia Ue. “Lunga vita a Orban, Fidesz, Kaczynski, la Bulgaria. Lunga vita all’Europa delle nazioni”, ha gridato il deputato, per poi lasciare l’aula. Nei suoi confronti sono stati chiesti provvedimenti. Metsola aggiunge: “Siamo la casa della democrazia. Quel gesto viene dal capitolo più oscuro della nostra storia e deve essere lasciato là”.
Il Parlamento ha poi votato il prestito macro-finanziario di 1,2 miliardi di euro per aiutare l’Ucraina a coprire il deficit di finanziamento esterno per il 2022. Il prestito “sosterrà la stabilizzazione economica dell’Ucraina e un programma sostanziale di riforme”, si afferma nel testo approvato a stragrande maggioranza.
Il Parlamento ha quindi approvato un’altra soluzione con la quale intende rafforzare le regole e la vigilanza per garantire che i giocattoli venduti sul mercato Ue, compresi quelli provenienti da Paesi terzi e quelli venduti online, siano sicuri. “Secondo i deputati, nonostante la direttiva sulla sicurezza dei giocattoli garantisca un elevato livello di protezione dei bambini, alcuni dei fabbricanti di Paesi terzi – si legge nel testo – che vendono i propri prodotti nel mercato unico, in particolare attraverso i mercati online, non rispettano la legislazione dell’Unione. Di conseguenza, molti giocattoli venduti nell’Ue presentano ancor dei rischi significativi”. In una risoluzione non legislativa approvata con 688 voti favorevoli, 6 contrari e un’astensione, i deputati chiedono alla Commissione e ai Paesi Ue di “intensificare le misure per garantire che tutti i giocattoli immessi sul mercato Ue siano conformi alla direttiva europea, indipendentemente dal luogo di fabbricazione”.

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