Proteste in Perù: si discute su riforme e sull’anticipo delle elezioni. Vescovi, “costruire ponti di dialogo, agire nel quadro della legge”

Per tacitare le proteste, che si sono scatenate in tutto il Paese tra domenica e ieri, provocando anche sette vittime, la presidente del Perù, Dina Boluarte, ha aperto alla possibilità di svolgere le elezioni generali non nel 2026, come previsto, ma nel 2024, con delle riforme previe del sistema politico, per non ricadere nelle elezioni degli stessi settori coinvolti in corruzione, come succede di solito nei partiti peruviani e come è successo chiaramente col governo di Castillo.
I vescovi, nel messaggio diffuso ieri dalla Presidenza della Conferenza episcopale peruviana (Cep), si dicono “profondamente rattristati” per le vittime di questi giorni. E rivolgono un “appello urgente a costruire ponti di dialogo, invitando alla serenità tutti i nostri connazionali che stanno protestando in varie parti del Paese. Le loro richieste, quando sono giuste, devono essere ascoltate, ma i loro diritti devono essere esercitati senza violenza”. La nota chiede, inoltre, alle forze dell’ordine e in particolare alla polizia di “agire nel quadro della legge, salvaguardando l’integrità del popolo”.
Alla classe politica, in particolare al potere esecutivo e ai membri del Congresso della Repubblica, viene chiesto di “preoccuparsi del funzionamento delle istituzioni, dell’ordine democratico, del giusto processo e del bene comune di tutti i peruviani, soprattutto dei più indifesi”.

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