San Marino: il 26 settembre referendum sull’aborto. Fafce invita a votare “no”. Speranza (segretario), “sostenere madri e famiglie in difficoltà”

Il logo del comitato sammarinese "Uno di noi" contrario all'aborto

Nicola Speranza, segretario generale Fafce, dichiara a proposito del referendum del 26 settembre per legalizzare l’aborto a San Marino: “se il diritto internazionale promuove ancora il diritto alla vita e il dovere degli Stati a prevenire l’aborto, è anche grazie alla fermezza di Stati come San Marino, che nei consessi internazionali si sono sempre posti come chiari difensori del più basilare dei diritti dell’uomo, il diritto alla vita. Speriamo che San Marino continui ad essere quello spazio di libertà nel cuore dell’Europa in cui ogni vita umana è accolta fin dal concepimento”.
La Corte europea dei diritti dell’uomo non ha mai escluso il nascituro dall’ambito del diritto alla vita, né il diritto internazionale ha mai contemplato un sedicente diritto all’aborto. Al contrario, “la tutela della vita umana – aggiungono dalla Fafce – è consacrata dal diritto internazionale e giustifica le limitazioni legali all’aborto attualmente previste dalla legge sammarinese”.
Secondo Fafce, con la Conferenza del Cairo del 1994 e, successivamente, con la Conferenza di Pechino (1995) gli Stati Membri dell’Onu si sono impegnati a perseguire politiche di prevenzione dell’aborto. La “Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese” è, “in questo senso, esemplare: ad essa dovrebbero seguire misure pratiche ancora più efficaci e non lo smantellamento dell’ordinamento attuale, che promuove l’accoglienza di ogni vita umana, nel pieno sostegno alle famiglie ed alle madri in difficoltà”.

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