Assemblea Onu: Di Maio, “aumentare progetti Onu per accelerare campagne vaccinali nei Paesi più in difficoltà”

(New York) “Vedere come nei paesi sviluppati si stia parlando di terza e quarta dose di vaccino, mentre solo il 2% della popolazione africana è vaccinata, è un tema che ci deve interrogare, ci deve stimolare ad aumentare i progetti delle Nazioni Unite per accelerare le campagne vaccinali nei paesi in cui ci sono più difficoltà”. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un incontro con la stampa a margine della 76ma Assemblea generale dell’Onu, a New York, ha commentato con queste parole il passaggio sui vaccini del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres durante il discorso di apertura dell’Assemblea. Guterres ha bacchettato i paesi ricchi sulla scarsa solidarietà dimostrata verso i paesi più in difficoltà durante la pandemia. Di Maio ha voluto richiamare alla responsabilità tutti Paesi, soprattutto quelli sedi “di case farmaceutiche” che dovrebbero fornire ai programmi sponsorizzati dall’Onu, come CoVax un numero adeguato di vaccini. Il ministro degli Esteri ha poi delineato i principali fronti su cui sarà impegnata l’Italia durante l’Assemblea: assicurare lo svolgimento democratico delle elezioni in Libia e impedire il proliferare del terrorismo nell’area del Sahel; preparare il terreno al G20 dei capi di Stato e di Governo sull’Afghanistan; lavorare con il gruppo “Uniting for consensus” per una riforma del Consiglio di sicurezza, verso una direzione più inclusiva soprattutto quando si prendono decisioni che hanno un impatto internazionale. L’altro fronte che ha visto l’Italia in prima linea è stato quello dell’istruzione per le donne e le ragazze afgane. Di Maio ha delineato un piano in tre punti dove si chiede che il rispetto dei diritti delle donne sia un requisito per garantire gli aiuti umanitari al Paese. Il ministro, commentando il discorso del presidente americano Joe Biden ha richiamato ad una riforma del sistema di difesa e di sicurezza dell’Ue, soprattutto dopo il caso Aukus che ha visto stringere un’alleanza tra Usa, Australia e Regno Unito a difesa della regione dell’Indo-pacifico. “Credo che sia ampiamente superato il meccanismo per cui per prendere una decisione di politica estera o di politica di difesa europea dobbiamo avere un’unanimità a 27. Non è un meccanismo decisionale attuale”, ha ribadito il ministro, aggiungendo che “una maggioranza qualificata di 2/3  potrebbe decidere la linea di politica estera dell’Ue e quindi anche di Difesa”.

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