Incidente Rizziconi: mons. Marcianò (Ordinario militare), “le strade siano più ‘sicure’, luoghi di incontro e accoglienza”

“Di tutti è il compito di far sì che le strade siano, in senso ampio, più ‘sicure’, soprattutto nella nostra Calabria. Siano luoghi di incontro e accoglienza, di relazioni pacifiche e scambi culturali; siano angoli puliti e curati, capaci di mostrare la bellezza unica di questa terra”. Lo ha detto l’ordinario militare, mons. Santo Marcianò, nell’omelia della Messa nel 30° anniversario della morte in un incidente stradale a Cannavà di Rizziconi dei militari della Guardia di Finanza: Antonio Amore, Maurizio Gorgone, Giuseppe Attanasio e Pierpaolo Gugliandolo. “Siano percorsi che conducono verso la dedizione al servizio concreto e umile, fino a quel dono della vita che questi finanzieri hanno testimoniato – ha auspicato il presule -. Come loro, lasciamoci trascinare sulla strada dell’amore”.
Ricordando i finanziere deceduti, mons. Marcianò ha evidenziato che “anche i nostri quattro fratelli si erano messi in viaggio; erano per strada, dove la morte li ha raggiunti”. “Strada che percorrevano per raggiungere il luogo in cui c’era bisogno di loro, proprio come Maria. Un rinforzo richiesto per la sicurezza da assicurare al territorio e alle autorità, nella fase di emergenza di quella guerra di mafia che insanguina la nostra meravigliosa terra del Sud e ne attanaglia lo sviluppo sociale, economico, turistico, culturale”. Poi, l’attenzione al tema della strada, “luogo importante per la vita dell’uomo; sinonimo di relazione, di direzione”. “La strada è la direzione che intendiamo dare alla nostra esistenza. Può portarci verso di noi, rappresentare una ricerca di noi stessi, una corsa verso l’autorealizzazione, il successo, il denaro, il potere; può essere il luogo del rischio e dello sballo, che brucia tante giovani vite, o un facile inseguire il vantaggio personale, incuranti del prossimo e del bene comune – ha concluso mons. Marcianò -. Può invece portarci fuori di noi, verso gli altri, in un atteggiamento perenne di servizio; può essere un percorso difficile, in salita, impervio e pieno di pericoli ma aperto verso gli altri, verso i fratelli, che ci vede perennemente in viaggio verso di loro, fino al dono della vita”.

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