Anziani: mons. Paglia (Pav), “Covid ha mostrato inadeguatezza società rispetto a vecchiaia. Occorre ripensamento globale”

“Quanto è accaduto durante la pandemia ha mostrato l’incapacità della società contemporanea a porsi rispetto alla vecchiaia. Papa Francesco ha ragione: l’anzianità è un tempo di fatto scartato, di fatto appeso, e quel che è accaduto è perché non c’è pensiero, non c’è riflessione sul tema”. Lo ha detto Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e da pochi giorni chiamato dal ministro Speranza a presiedere una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, aprendo oggi i lavori della XX Summer School Anla (Associazione nazionale lavoratori anziani) presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo.
“La nostra società sente di fatto ancora gli anziani come un peso enorme”, ha proseguito. “C’è bisogno di ripensare in maniera globale l’assetto della società cominciando anche dagli anziani, occorre comprendere gli anni dell’anzianità come opportunità da capire”. Il presule ha sottolineato la forza della fragilità: “La debolezza della vecchiaia ricorda a tutti noi il senso del limite a cui apparteniamo”. Evidenziando quindi il narcisismo come “vero protagonismo di oggi”, ha avvertito: “Tuttavia Narciso muore su se stesso. L’annuncio cristiano di una famiglia nuova deve avere nuovi linguaggi contro Narciso. Questo è la grande avventura e la grande opportunità: il tempo della vecchiaia è il tempo in cui l’oltre acquista una qualche importanza”. “Gli anziani – l’esortazione conclusiva – devono stare in casa e non negli istituti”.

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