Rifugiati: Radio Vaticana e Centro Astalli, al via nuovo programma con storie narrate in prima persona

“Non mi chiamo rifugiato” dà la parola ai protagonisti “che narrano in prima persona la loro storia, presentando così in modo nuovo il dramma di chi è costretto a intraprendere un viaggio attraverso l’ignoto per cercare un Paese sicuro in cui realizzarsi umanamente”, spiegano i promotori. Ogni storia viene contestualizzata da un punto di vista storico, politico e sociale, per accompagnare il racconto nel suo evolversi e fornire gli strumenti per immedesimarsi nel vissuto del protagonista. “Il rifugiato – precisano – smette in questo modo di essere semplicemente un numero o una statistica: da entità generica torna ad essere persona con il proprio vissuto, i propri affetti, le proprie paure e i progetti di vita”. Il titolo “Non mi chiamo rifugiato” è “un modo per affermare un’identità personale in contrapposizione allo stereotipo che si limita a descrive la condizione del rifugiato come un generico fenomeno sociale, un numero in una fredda statistica”. Gli spunti musicali sono scelti in base alla provenienza geografica o etnica del protagonista. La trasposizione sul portale Vatican News e la diffusione tramite i social media mirano a coinvolgere e informare.

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