Influenza: Scotti (Fimmg), “epidemia più debole con rispetto norme anti-contagio”. “Vaccino antinfluenzale non esclude vaccino anti-Covid in primavera”

Sul vaccino anti-Covid “stiamo assistendo” ad “una vera e propria corsa” che “sa un po’ di mercato, di gara a chi arriva prima, ma i tempi non possono essere accelerati. Di fronte ad una pandemia di portata mondiale, preferirei una sana collaborazione tra ricercatori e scienziati e renderei questo vaccino non brevettabile”. Lo dice in un’intervista al Sir Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). Quest’anno il ministero della Salute raccomanda vivamente la vaccinazione antinfluenzale, ma se la prossima primavera fosse disponibile il vaccino anti-Covid, potrebbe essere controindicato vaccinarsi a distanza di pochi mesi dalle vaccinazioni antinfluenzale e magari anche anti-pneumococco? “Assolutamente no – la replica di Scotti –. Un vaccino potenzia l’altro rispetto alla risposta immunitaria”. “Grazie al vaccino – spiega – il sistema immunitario risponde immediatamente con la produzione di anticorpi aspecifici, e quindi non diretti rispetto all’agente per il quale ci si è vaccinati; poi la memoria immunologica di secondo livello crea gli specifici anticorpi, permanenti o transitori, contro quel virus. In ogni caso tutte le vaccinazioni rafforzano il sistema immunitario: anche senza un’azione protettiva specifica, un soggetto vaccinato contro l’influenza sarà più ‘pronto’ sul piano immunitario in caso di possibile contatto con il Sars-CoV-2”.
Tuttavia l’esperto avverte: “Oltre ai vaccini, le nostre armi contro i contagi da Covid-19 o da influenza rimangono le stesse: distanziamento fisico, niente assembramenti, igiene delle mani e uso della mascherina. Se continueremo ad attuare comportamenti ‘virtuosi’ la circolazione dell’influenza potrebbe essere più debole e questo potrebbe compensare l’eventuale mancanza di vaccini”.

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