Coronavirus Covid-19: mons. Russo (Cei), “siamo ancora nel tempo della prova”, “prossimità” e “essenzializzazione”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Siamo ancora nel tempo della prova. La Chiesa vuole stare nel tempo della prova e farsi prossima”. Lo ha detto mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa di chiusura del Consiglio permanente dei vescovi italiani, svoltosi in questi giorni a Roma. “Farci prossimi gli uni agli altri”: questa, secondo Russo, l’esigenza maggiore emersa durante “il tempo di isolamento” a causa del Coronavirus: “Non solo fisicamente, ma anche alle tante difficoltà con cui saremo chiamati a confrontarci in futuro”. Quello dei vescovi, dunque, vuole essere “un dialogo aperto”: “Non abbiamo risposte precostituite, ma esperienza che stanno dando significato all’azione della Chiesa”, come è avvenuto durante il lockdown, quando la Chiesa italiana”è stata capace di confrontarsi su questa prova e di attivarsi con azioni significative”. “Confronto, dialogo, approfondimento” saranno anche le parole d’ordine della prossima Assemblea della Cei, in programma dal 16 al 19 novembre, in cui i presuli si interrogheranno “sulla forma che la Chiesa vuole assumere, a partire dall’esigenza di un processo di essenzializzazione” che muova dai “bisogni concreti” di persone e famiglie e dalla “necessità di creare legami di fraternità tra le persone, indipendentemente dalla loro cultura e appartenenza religiosa”. Interrogato sulla decisione della Chiesa italiana di istituire un Coordinamento diocesano dopo l’Incontro di Bari del febbraio scorso, Russo ha definito tale evento “un incontro profetico, frutto del dialogo della Santa Sede” e ha spiegato come il Coordinamento vuole essere un modo di “proseguire questo cammino, dove la Chiesa italiana è capofila, ma rappresenta le diverse aree del Mediterraneo”, in vista di “un possibile incontro a Cipro o in qualche altro luogo”.

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