Lesbo: Unhcr, “9.400 richiedenti asilo spostati nel nuovo centro. Altri 4.000 hanno i requisiti per la terraferma”

L’Agenzia Onu per i rifugiati rivolge oggi un appello “affinché si intraprendano azioni urgenti volte a migliorare le condizioni abitative e si assicurino soluzioni rispettose della dignità dei richiedenti asilo presenti nei centri di accoglienza delle isole Egee, anche all’interno del nuovo sito di emergenza sull’isola di Lesbo”. All’indomani della serie di incendi che hanno devastato il centro di accoglienza e identificazione di Moria, sull’isola di Lesbo, costringendo circa 12.000 uomini, donne e bambini a rifugiarsi in strada, il governo greco ha mobilitato l’esercito e i partner umanitari per allestire una struttura di emergenza. “Circa 9.400 richiedenti asilo attualmente vivono all’interno di questo sito gestito dal governo – informa l’Unhcr –, allestito nel giro di pochi giorni. Diverse centinaia di persone, tra le più vulnerabili, sono state trasferite presso strutture sicure presenti sull’isola oppure sulla terraferma”. L’agenzia Onu stima che, su tutte le isole, “vi sarebbero almeno 4.000 persone, di cui quasi 2.000 a Lesbo, aventi i requisiti per essere trasferite sulla terraferma immediatamente. Il loro trasferimento rappresenterà un passo significativo verso l’obiettivo di decongestionare le strutture di accoglienza presenti sulle isole”. A proposito del Patto Ue su migrazioni e asilo presentato ieri dalla Commissione europea l’Unhcr, insieme all’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), ha rivolto giorni fa un appello all’Ue. “Per gli Stati membri – affermano – è il momento di abbandonare l’approccio emergenziale che prevede l’adozione di accordi ad hoc in materia di asilo e migrazioni in Europa per passare a uno comprensivo, coordinato e strutturato”.

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