Coronavirus Covid-19: Pastorale sociale Piemonte, “essere seri, fiduciosi e pazienti, dando il nostro contributo perché si ritorni presto alla normalità”

“I nostri vescovi, attenti alle disposizioni delle autorità competenti a livello nazionale e regionale, ci danno le indicazioni adeguate su come muoverci nelle nostre comunità riguardo alle celebrazioni e alle attività. A noi essere seri, fiduciosi e pazienti, dando il nostro contributo perché si ritorni il più presto alla normalità. Rispettare con senso di responsabilità le regole che le autorità preposte hanno emanato per tutti, è la risposta più sensata a quelle paure presenti oggi che vanno accolte e affrontate con le armi della ragione. È anche un modo in cui ci facciamo carico gli uni degli altri”. Lo scrivono mons. Marco Arnolfo e don Flavio Luciano, rispettivamente vescovo delegato e incaricato regionale della Pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta, in un messaggio inviato ai delegati diocesani e alle rispettive comunità.
“Si stanno moltiplicando – sottolineano – le modalità di sostegno a chi rischia di più, in particolare agli anziani, non solo provvedendo a bisogni di base (aiutare a portare la spesa o le medicine a domicilio, ad esempio) ma anche cercando tutti i mezzi per mitigare l’isolamento”. “Tutto il Paese ha bisogno di mobilitare tutte le risorse disponibili e impiegarle nel modo più efficiente possibile a partire dalle situazioni più critiche e cercando di prevenire e anticipare i problemi nelle aree attualmente investite dal virus. Non lasciare solo nessuno, in particolare le persone più fragili e vulnerabili”, ammoniscono. Per cui “se questa crisi da emergenza sanitaria è diventata sociale, economica e psicologica, aiutiamo le nostre comunità a un ascolto sincero, a un’attenzione seria verso le persone in grave difficoltà, a creare spazi di dialogo discreto e autentico per un clima generale di maggior fiducia”. Nel testo nnon manco un riferimento all’“impatto che questo periodo ha e avrà sulla nostra società”, sui diversi settori economici e in particolare sul turismo. Augurandosi che “questa gravissima crisi non faccia appiattire le nostre comunità su se stesse, dimenticando chi vicino e lontano vive situazioni altrettanto drammatiche”, mons. Arnolfo e don Luciano affermano che “è una vergogna enorme come l’Europa e il mondo intero non si stia muovendo davanti al dramma dei migranti tra la Turchia e la Grecia e il silenzio totale riguardo ad altre immani tragedie. Soprattutto l’Europa – concludono – riscopra i valori di solidarietà e giustizia su cui si fonda la sua storia più recente e contribuisca fattivamente ad un mondo più solidale e fraterno”.

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