Coronavirus Covid-19: mons. Fragnelli (Trapani), “modificare alcune abitudini, l’emergenza chiede il contributo di tutti”

“Quante paure si sono impadronite di noi! Tanti i cambiamenti imposti nel giro di poche settimane, con un crescendo che sbarra i sentimenti, blocca le abitudini e svuota le strade. Il senso di disorientamento diventa più forte della voglia di ribellarsi alla paura. Eppure non siamo scoraggiati!”. Lo scrive il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, in una lettera aperta legata all’emergenza Coronavirus. Con la convinzione che “supereremo la condizione di questi giorni”, il presule manifesta vicinanza ai sanitari “impegnati in un lavoro senza paragoni” e incoraggia “lo sforzo di rendere disponibili persone e mezzi nelle sedi ospedaliere e in ogni forma di aiuto specifico nel nostro territorio”. Alla luce del decreto del Governo per contenere la diffusione del contagio, il vescovo incoraggia i fedeli ad “accettare volentieri di modificare alcune abitudini di vita”. “L’emergenza chiede il contributo di tutti, piccoli e grandi. In particolare siamo vicini alle famiglie siciliane divise tra nord e sud – aggiunge –: nuovi sacrifici, non solo affettivi, sono a loro richiesti per tenere insieme da un lato il bene della comunità familiare e dall’altro il bene comune del Paese”.
Ai sacerdoti e a tutti i collaboratori delle parrocchie il vescovo chiede di “declinare la prudenza spirituale in una saggia prudenza pastorale”. In particolare, mons. Fragnelli suggerisce che “l’apertura delle nostre chiese sia accompagnata dall’offerta di sussidi utili all’ascolto personale della Parola di Dio, alla preghiera della Liturgia delle ore, alla preghiera di adorazione davanti al Santissimo Sacramento e alla preghiera di devozione davanti alle statue e alle icone presenti nelle nostre chiese”. “Ogni comunità parrocchiale può esporre uno speciale registro per le intenzioni di preghiera che ogni fedele può chiedere e che saranno consegnate alle nostre monache di clausura”, è il secondo punto. Il vescovo incoraggia “la preghiera personale e comunitaria in famiglia: in particolare la lettura della Parola di Dio e il santo rosario”. Infine, il vescovo chiede ai sacerdoti ogni giorno, alle 19, di unirsi spiritualmente “alla mia preghiera perché il Signore ‘non ci abbandoni alla tentazione, ma ci liberi dal male’”.

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