Coronavirus Covid-19: mons. Sorrentino (Assisi), “non lasciamoci prendere dal panico e non chiudiamoci nell’egoismo”

“Il contagio si sta espandendo in Italia e nel mondo, provocando sofferenze e morti. Se non riuscissimo a contenerlo, si avrebbe il collasso delle strutture ospedaliere con inevitabili contraccolpi non soltanto per i contagiati ma anche per tutti gli altri ammalati”. Così mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, in una “lettera di vicinanza” alla diocesi, motiva la necessità di attenersi alle decisioni prese nell’ultimo decreto dalla presidenza del Consiglio dei ministri, recanti ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale, tra cui la sospensione delle celebrazioni religiose.
“Non possiamo non farci carico dei nostri fratelli in difficoltà, nella stessa misura in cui ci preoccupiamo di noi stessi”, l’appello del vescovo: “Se in questo periodo non potremo partecipare direttamente alla santa messa, facciamolo unendoci spiritualmente ad essa e chiedendo a Gesù di venire nei nostri cuori con la comunione spirituale”. Ogni giorno alle 18 e la domenica alle 11 “Maria Vision” (in Umbria canale 602, o via internet) trasmetterà la santa messa dal santuario della Spogliazione, “dove sarà celebrata senza partecipazione di popolo, con il minimo di presenze necessarie a una decorosa celebrazione”, informa il presule: “Cresca, in questo periodo di mancanza della Santa Messa, la ‘fame’ del pane eucaristico. Forse ci siamo troppo abituati a questo grande dono e il Signore ci chiede di riscoprirlo. Dal decreto governativo non è stata intimata la chiusura delle chiese, alle ben note condizioni di sicurezza. Approfittiamone per incrementare l’adorazione eucaristica, organizzata senza celebrazioni di gruppo, prolungando gli orari dell’esposizione del Santissimo in modo che, fatta salva la presenza di qualcuno e la necessaria vigilanza, possa essere offerta ampia possibilità di una visita personale per chi ne ha la possibilità nelle diverse ore del giorno. Ovviamente i sacerdoti, senza partecipazione pubblica dei fedeli, celebreranno la santa messa ogni giorno offrendola per tutti”. “Facciamo diventare questa prova un momento di grazia”, l’invito: “Si levi una grande supplica, perché il Signore abbia misericordia di noi e di tutti, ci aiuti a vincere la sfida di questo contagio e a ridurne al minimo le conseguenze negative sulla salute dei più fragili, sull’economia, sulle famiglie, sulla vita sociale. È il momento di interrogarci. Non ci dobbiamo guardare solo dal coronavirus e da problemi di salute, ma anche da tanti ‘virus morali e ‘sociali. Pur spostandoci il meno possibile, e sempre usando tutte le cautele igieniche, non lasciamoci prendere dal panico e soprattutto non ci chiudiamo nell’egoismo. Se qualcuno ha bisogno di noi, veniamogli incontro. Gli anziani non si sentano abbandonati. Una telefonata, un servizio per la spesa, un soccorso, una attenzione, possono fare tanto bene”.

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