Notizie Sir del giorno: coronavirus, rivolte nelle carceri, Gmg 2020, Cile

Papa Francesco: dona 100mila euro a favore della Caritas Italiana

Papa Francesco, tramite il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha donato 100mila euro a Caritas Italiana per un primo significativo soccorso in questa fase di emergenza per il diffondersi del contagio da Coronavirus Covid-19 su tutto il territorio italiano. Tale somma vuol essere un’immediata espressione del sentimento di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento da parte del Santo Padre verso tutti quei servizi essenziali a favore dei poveri e delle persone più deboli e vulnerabili della nostra società, che le Caritas a livello diocesano e parrocchiale assicurano quotidianamente in Italia. “Il contributo, che accompagna la preghiera, a sostegno dell’amata popolazione italiana, è parte dell’impegno a favore delle Chiese locali che, attraverso le Caritas nazionali e le Caritas diocesane, garantiscono aiuto e solidarietà in favore di coloro che sono in difficoltà e in condizioni di precarietà e di bisogno”, ha spiegato il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “In un tempo non facile per tutti noi, insieme a tutte le Caritas diocesane d’Italia, ci sentiamo abbracciati da Papa Francesco”, ha affermato don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana. “Siamo costantemente in contatto con i delegati regionali e i direttori diocesani per sostenere il loro impegno quotidiano a sostegno degli ultimi e dei più indifesi”. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: Cei, “la Chiesa è presente e condivide le sofferenze di tutta la popolazione“

In una nota sull’emergenza Coronavirus diffusa nel pomeriggio, la Presidenza della Cei afferma che “la Chiesa c’è, è presente. A partire dai suoi pastori – vescovi e sacerdoti – condivide le preoccupazioni e le sofferenze di tutta la popolazione. È vicina nella preghiera: l’appuntamento con il Rosario in famiglia promosso per il giorno di San Giuseppe è solo un esempio di una preghiera che si eleva continua”. Intanto, da oggi è on line il sito di buone prassi e riflessioni “Chiciseparera.chiesacattolica.it”. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: Cei, il 19 marzo un momento di preghiera per tutto il Paese con la recita in casa del Rosario

In questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa. Tv2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera in diretta. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: Protezione civile, “attualmente 12.839 contagiati e 1.016 morti”

“I nuovi guariti sono 213, per un totale di 1.258 dall’inizio dell’epidemia, mentre i contagiati ad oggi in più sono 2.214, attualmente positivi 12.839, in isolamento fiduciario domiciliare sono 5.036, 6.650 ricoverati in ospedale e 1.153 in terapia intensiva, il 10% delle persone affette da coronavirus”. Lo ha ricordato, stasera, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, in occasione della conferenza stampa per fare il punto della situazione. “I morti 188, il 98% dei deceduti dall’inizio dell’emergenza ha più di 68 anni e 67% ha patologie pregresse”, ha aggiunto Borrelli. In totale, quindi, ad oggi, dall’inizio dell’epidemia sono state contagiate 15.113 persone e sono morte 1.016.
Borrelli ha anche rivolto un appello sull’importanza di donare il sangue: “C’è stata una contrazione della donazione in questo periodo, ma la donazione avviene in assoluta sicurezza, facciamo appello a tutti per donare il sangue e salvare la vita a chi ne ha bisogno”. (clicca qui)

Rivolte nelle carceri: don Grimaldi (cappellani), lettera aperta ai detenuti. “Tradita la fiducia di coloro che vi accompagnano nel reinserimento futuro”

“Davanti alle continue manifestazioni di violenza avvenute in diverse carceri italiane, mi sono chiesto come fosse possibile che una violenza così incontrollata sia esplosa, con rabbia, tra le mura delle carceri. Sicuramente alla base ci sono le valide ragioni delle richieste che da tempo non vengono ascoltate e alle quali non si è data pronta risposta. Sappiamo tutti che le lentezze burocratiche uccidono la speranza”. Lo sottolinea don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane, in una lettera aperta ai detenuti, dopo le rivolte che si sono registrate in vari istituti penitenziari in questi giorni, che in Italia corrispondono anche a quelli dell’emergenza per il coronavirus Covid-19. “Molti di voi – osserva il sacerdote – non sono stati, in questa occasione, strumento di pace e di mitezza, ma si sono lasciati travolgere da una spirale di violenza senza precedenti; hanno distrutto e mandato in macerie i sacrifici di molti, tradendo la fiducia di coloro che vi accompagnano nel reinserimento futuro”. (clicca qui)

Gmg 2020: don Falabretti (Cei), “giovani hanno bisogno di sfide, altrimenti la vita apparirà ai loro occhi come una passeggiata insignificante”

L’invito di Papa Francesco ai giovani “Alzatevi”, contenuto nel suo messaggio per la Giornata mondiale della gioventù che si celebra quest’anno a livello diocesano il prossimo 5 aprile, Domenica delle Palme, “suona strano alle nostre orecchie: gli spostamenti di questi giorni sono sempre più limitati. Non è una battuta e non c’è ironia. Piuttosto qualcosa di molto serio da riconoscere: il messaggio del Papa è molto bello nel suo richiamare il legame dell’atto di alzarsi con un verbo di risurrezione”. Don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, rilegge così il messaggio del Papa per la XXXV Gmg, intitolato “Giovane, dico a te, alzati”. Un messaggio che definisce “sferzante. I giovani non vanno solo accarezzati, blanditi come fossero una specie in via di estinzione. Hanno bisogno di sfide, altrimenti la vita apparirà ai loro occhi come una passeggiata insignificante. Alzarsi proprio mentre tutti, attorno a te, ti dicono di stare fermo. È la sfida che il Papa chiede di vivere come svolta culturale: una svolta che gli stessi adulti fanno fatica ad accettare dentro e fuori la Chiesa, ma che potrebbe avere un sussulto significativo se cominciasse a muoversi nel cuore dei giovani”. (clicca qui)

Cile: vescovi, “governanti hanno lasciato da parte richieste avanzate da società. Disagio condivisibile, ma no a spirale di violenza e terrore”

Le richieste avanzate dalla società cilena in questi mesi, in quello che è stato un vero e proprio risveglio a partire dallo scorso 18 ottobre, sono state tolte dall’agenda di chi ha il potere. La forte denuncia arriva dalla Conferenza episcopale cilena (Cech), in un messaggio pubblicato oggi, destinato a essere letto in tutte le chiese sabato e domenica. “Sono trascorsi quasi cinque mesi e il risveglio del Cile non è stato affrontato con la velocità e l’efficacia che ci si attendeva per questioni così importanti, come la distribuzione ingiusta del reddito, i lavori precari, i salari minimi e le pensioni, le urgenti necessità di accesso alla salute, la giusta valorizzazione delle donne nella società e la protezione dei gruppi più vulnerabili, tra le altre cose”, si legge nella nota, firmata dal comitato permanente della Cech. L’episcopato denuncia anche che “episodi di violenza, che danneggiano sempre i più poveri e violano i diritti delle persone, vengono ripetuti e mantenuti in varie parti del Paese, creando un clima di paura e incertezza, che ci danneggia gravemente. Non possiamo permetterci di essere sopraffatti da questa spirale di violenza e terrore”. (clicca qui)

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