Coronavirus Covid-19: Pollo (sociologo), “una sana paura costituisce un importante meccanismo di difesa”

foto SIR/Marco Calvarese

L’isolamento imposto dalle misure di contenimento del coronavirus “ci aiuta a riscoprire che la forzata separatezza dagli altri – che possono costituire un pericolo per noi, come allo stesso modo noi per loro – svela come il nostro io sia sempre legato a un tu e a un noi, in una relazione di appartenenza ad un tutto del quale siamo una parte distinta e cosciente ma senza il quale non possiamo esistere e del quale siamo tutti responsabili”. Lo dice in un’intervista al Sir il sociologo Mario Pollo aggiungendo che l’emergenza sanitaria ci rende consapevoli che “la vita non è fatta solo di esteriorità; questo può aiutarci a ricalibrare la nostra esistenza riscoprendo la dimensione profonda dell’interiorità e dell’essenzialità”. “Di fronte all’evento inatteso – osserva – ci si può rifugiare in una sorta di negazione, sottovalutando il problema e trascurando le norme di sicurezza per continuare la vita di prima mettendo a rischio se stessi e gli altri”; oppure farsi prendere “dall’angoscia cadendo vittima del panico” divenendo, “a propria volta, propagatori di “paure infondate anche attraverso le più inverosimili fake news”. O ancora “ci si può affidare totalmente alla razionalità scientifica”. Questa, per Pollo, la via preferibile, anche se costa sacrifici, accompagnata dal riconoscimento e dall’accettazione della propria fragilità “come parte costitutiva di sé”. Insomma, non rimuovere la paura né farsene travolgere, ma viverla in modo sano e costruttivo perché, come insegnano le vecchie guide alpine, “non temere di avere paura costituisce un importante meccanismo di difesa”.

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