Migranti: Save the Children, “in Grecia 5mila minori non accompagnati in condizioni precarie. Sì ai ricollocamenti”

In Grecia, vi sono più di 5mila minori migranti non accompagnati, la maggior parte dei quali vive in condizioni a dir poco precarie sul territorio greco o sulle isole. In seguito alla visita di oggi in Grecia della Commissaria Ue per la migrazione Johansson, Save the Children esprime apprezzamento per la volontà della Commissaria di procedere al ricollocamento dei minori migranti e rifugiati non accompagnati. L’organizzazione accoglie con favore l’impegno a migliorare le condizioni di vita dei bambini migranti e rifugiati e, in particolare, l’annuncio di una conferenza che si terrà a maggio per discutere del ricollocamento dei minori non accompagnati dalla Grecia. Più di 40mila persone, di cui circa 4 su 10 sono bambini, sono attualmente bloccate nei campi sovraffollati delle isole greche e vivono in condizioni disumane, esposte a rischi per la loro salute fisica e mentale. Anche gli arrivi via mare dalla Turchia a Lesbo e sulle altre isole greche dell’Egeo sono aumentati e con essi la pressione sui campi già sovraffollati e allo stremo. Nell’ultima settimana, decine di migliaia di persone, compresi i bambini e le famiglie, si sono radunate al confine tra Grecia e Turchia. Molte di queste persone dormono all’aperto, con accesso limitato a servizi di prima necessità e a ripari, e le famiglie con bambini piccoli si trovano a dover fronteggiare la mancanza di beni essenziali, tra cui alimenti per bambini e pannolini. “Siamo fortemente preoccupati – afferma Anita Bay, direttrice di Save the Children Europa – per il trattamento riservato ai migranti e ai rifugiati dall’Ue e dalla Grecia. Le notizie di persone – compresi bambini – che vengono rinchiuse ed espulse senza un giusto processo, di violenti respingimenti ai confini e l’uso costante di un linguaggio di tipo militare, mostrano un’Unione europea che ha abbandonato il suo ruolo di portabandiera globale dei diritti umani. Il diritto all’asilo è un diritto fondamentale. Il modo in cui l’Europa tratta migranti e rifugiati ha ripercussioni sul modo in cui vengono trattati altrove. Ci auguriamo quindi che la visita e le osservazioni della Commissaria Johansson in Grecia rappresentino l’inizio di una cooperazione più umana che metta al primo posto la protezione delle persone”.

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