Diocesi: Tivoli, domani l’apertura del processo di beatificazione di mons. Cognata presso il santuario Nostra Signora di Fatima a San Vittorino Romano

Sarà il vescovo di Tivoli, mons. Mauro Parmeggiani, ad aprire ufficialmente domani, presso il santuario di N.S. di Fatima, a San Vittorino Romano (Rm), il processo diocesano di beatificazione e canonizzazione del vescovo Giuseppe Cognata, salesiano, morto il 22 luglio del 1972 a Pellaro (Rc), luogo dove ebbe inizio l’attività missionaria dell’Istituto delle Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore di cui fu fondatore.
Un caso complicato, quello del presule di origine siciliana, riabilitato oggi dopo esser stato vittima di false accuse di abusi. Nato ad Agrigento nel 1875 il presule venne ordinato sacerdote ad Acireale il 22 luglio del 1909, mons. Cognata svolge inizialmente la sua missione in Sicilia a Bronte, nel Veneto a Este, nelle Marche a Macerata. Soldato durante la Prima Guerra mondiale, fu Pio XI a nominarlo vescovo nel 1933 e ricevette l’ordinazione episcopale a Roma, presso la basilica del Sacro Cuore, dalle mani del card. Augusto Hlond, primate di Polonia, oggi venerabile.
Intenso il suo magistero, sempre a fianco delle famiglie più povere e disagiate in una diocesi, quella di Bova, piccola e tra le più povere d’Italia. Una vita difficile e ricca di sofferenze quella del presule, che nel 1939 venne accusato di molestie da tre suore della sua Congregazione e quindi processato dalla Congregazione del Sant’Uffizio che decise di privarlo della dignità episcopale e del ruolo di superiore della Congregazione delle Salesiane Oblate. Passeranno molti anni, vissuti nel silenzio e nella preghiera, e anche due Papi prima che Giovanni XXIII, nell’estate del 1962, decide di reintegrarlo nell’episcopato. E così, il 6 agosto dell’anno successivo, viene nominato vescovo titolare di Farsalo e, per volontà di Papa Paolo VI, partecipa anche alla terza e alla quarta sessione del Concilio Vaticano II. La costituzione del tribunale ecclesiastico che avverrà domani sotto l’egida del vescovo di Tivoli, mons. Parmeggiani, giunge dopo l’assenso dato da Papa Francesco all’apertura del suo processo di beatificazione e canonizzazione. ​

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