Educazione: Fondaz. Compagnia San Paolo e Con i Bambini, elaborato il documento “Accompagnamento 06 – Orientamenti per azioni sulla prima infanzia”

Il documento “Accompagnamento 06 – Orientamenti per azioni sulla prima infanzia”, curato da Fondazione Compagnia di San Paolo e da “Con i Bambini” raccoglie 19 Raccomandazioni che rappresentano la “bussola per orientarsi” nella progettazione di interventi rivolti ai bambini nella fascia d’età 0-6 anni e alle loro famiglie.
Il documento è stato realizzato dagli enti vincitori del bando “Prima infanzia” promosso da Con i Bambini con il coinvolgimento di oltre 30 soggetti (amministrazioni pubbliche, enti del Terzo settore, altre istituzioni) di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Si tratta di un lavoro inedito, frutto di apprendimento partecipato e integrato, di scrittura collettiva e di approfonditi processi di autoriflessione, condivisione e confronto durato oltre due anni.
Nel documento viene dato spazio anche alle esperienze connesse ai temi e realizzate nei progetti. Nella sintesi è stata posta l’attenzione, in particolare, su alcuni punti capisaldi che hanno guidato il percorso di accompagnamento proposto, attento a stimolare processi trasformativi.
Uno dei punti principali del documento è rappresentato dal protagonismo delle famiglie basato sulla promozione e valorizzazione di una partecipazione vera. La costruzione della fiducia è l’elemento cardine da costruire nel rapporto virtuoso tra le istituzioni pubbliche, il Terzo settore e le famiglie da rendere, in ogni fase progettuale, protagonisti attivi. La partecipazione è condizione per costruire interventi condivisi e non calati dall’alto. Il processo di cura delle relazioni con le famiglie resterà solido e generativo, a patto che – come recita la raccomandazione numero 1 – “si investano risorse con continuità in un’ottica di dinamicità e flessibilità”.
Solo un reale clima di fiducia potrà favorire un’attiva partecipazione dei soggetti coinvolti. Occorre una continuità di interventi e riferimenti stabili che accompagnino gradualmente le famiglie nel riconoscimento e nell’attivazione delle proprie risorse. Dalla partecipazione all’empowerment che favorisca il processo di crescita reciproca di tutti i soggetti coinvolti.
Nelle Raccomandazioni è ben delineato lo scenario sociale e culturale che può favorire nei genitori l’acquisizione di consapevolezza, tra stili educativi e relazionali, linguaggi e competenze. “Il percorso di accompagnamento – è scritto nel documento – è fondato su riconoscimento, valorizzazione e attivazione delle risorse personali. Ogni persona e ogni famiglia può sviluppare empowerment, ma ognuno parteciperà al proprio percorso di crescita, unico e irripetibile. Le azioni dovranno essere fatte su misura. “Andranno definite azioni di sostegno non generiche, ma dedicate e costruite sulle famiglie e con le famiglie”.
Le Raccomandazioni insistono molto sui “contesti emotivamente partecipi, dove le famiglie possano sviluppare consapevolezza rispetto al proprio stile educativo ed essere attive per costruire nuove attribuzioni di significato ed elaborare prove di cambiamento piccole – ma cruciali -oppure per rimanere dove e come si è, ma con una consapevolezza”. Nel capitolo dal titolo “Prendersi cura di chi si prende cura” si sottolinea: “Il rischio che si corre è di dare vita a processi di progressiva distanziazione emotiva e culturale degli operatori e delle organizzazioni dal progetto e dall’intervento, con la possibilità che insorgano comportamenti segno di disagio personale e professionale piuttosto che di benessere. In molti progetti rivolti alle famiglie si sostiene che se i genitori apprenderanno pratiche e comportamenti per il proprio benessere potranno trasferirli ai figli; allo stesso modo, si può affermare che il benessere degli operatori può riflettersi anche sui genitori e sui bambini di cui si occupano”.

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